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Scream 2


Regia: Wes Craven 

RECENSIONE

Ok, non ho mai fatto mistero che Scream sia uno dei miei film preferiti, lo ritengo il miglior lavoro di Craven e lo riguarderei milioni di volte. Per cui non c’è da stupirsi che il buon Wes abbia proseguito a narrare le vicende dei serial killer aventi le sembianze di Ghostface.

Personalmente non sono un grandissimo estimatore dei sequel (giusto per usare un eufemismo) e, fatta eccezione per la saga di Saw (che merita un discorso a parte dato che l’ho vissuta in diretta), non mi sono mai spinto oltre i primi capitoli (con Nightmare mi sono fermato al 3, con Hellraiser al 2, giusto per citare i più famosi). E pure la saga Scream non fa eccezione, dal momento che non ho ancora visto il terzo episodio, che però mi prometto di recuperare.


In Scream 2 ripartiamo dal libro scritto da Gale, la giornalista interpretata da Courteney Cox durante il primo film, di cui il sequel si può considerare una vera e propria prosecuzione. Non mancano infatti i protagonisti visti precedentemente, che dovranno (Sidney in particolare) vedersela nuovamente con la minaccia celata sotto la maschera.

Lo spirito cazzarone, unito ad un buon numero di omicidi, non manca neppure qui, mantenendo quindi invariate le considerazioni sull’abilità di Craven nel mixare sapientemente entrambe le componenti. Non sfugge tra l’altro la grande carrellata di citazioni illustri in cui figurano perle del calibro di Alien 2, Terminator 2, La Casa 2, il Padrino parte seconda…guarda caso tutti sequel in molti casi quasi al livello (se non addirittura superiori) dei predecessori, a testimoniare una sorta di augurio che il regista tenta di farsi mascherandolo da presa per il culo per l’ostinazione di molti registi di produrre seguiti spesso non all'altezza o di cui non si sente il bisogno.


             
                            

Certo, l’innovazione vista nello Scream n.1 qui perde lievemente mordente, ma il film si mantiene comunque gradevole e degno di portarsi il nome “Scream” sulle spalle. Non mancano anche qui le scene mitiche, tra le quali non si possono non citare quella nel cesso con il nero accoltellato, tutta la parte nella sala cinema, oppure l’aggressione alle guardie del corpo in macchina.

Alcune volte tuttavia, il killer appare leggermente goffo, ma in ogni caso il sangue non marca di certo visita, l’immancabile coltello fa il suo sporco lavoro e si nota pure una sana dose di cattiveria che ben si addice alla faccenda.


Occorre tuttavia sottolineare che, intorno a metà film, si registra un lieve calo della prestazione, tanto che per i più impazienti e stanchi lo sbadiglio potrebbe essere in agguato, ma sul finale la pellicola si riprende, con il buon risvolto sull’identità del killer (che forse spiega in parte anche la goffezza di cui parlavo sopra) e con il ritorno alla componente cazzara che chiude bene la vicenda.

Un sequel quindi più che dignitoso, che consiglio agli amanti del genere.

Giudizio complessivo: 7.5
Enjoy,


Trailer



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