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Due Omicidi Diabolici


Autore: Raffaele Malavasi 

RECENSIONE

Se con Tre Cadaveri, libro di esordio, Raffaele Malavasi era stata una grande ed inaspettata sorpresa, con Due Omicidi Diabolici possiamo tranquillamente segnare la sua conferma tra le proposte più interessanti nel thriller di casa nostra.

Dopo aver terminato il precedente lavoro, era molta la curiosità di capire se si fosse mantenuto sugli standard fissati e l’idea di confermare ben saldi i punti forte del romanzo appena concluso è stata sicuramente una scelta vincente. Perché l’assioma “squadra che vince non si cambia”, soprattutto se sei ancora agli esordi e stai cercando di farti strada nella giungla del mercato libroso, molto spesso non tradisce e personalmente, nel genere thriller, è una delle componenti che più mi spinge ad acquistare un libro piuttosto che un altro.

L’ambientazione genovese innanzitutto la fa ancora da padrone, con descrizioni precise e dettagliate dei luoghi che via via incontriamo che consentono (a chi è del posto in particolar modo) di immedesimarsi totalmente nelle vicende narrate, correndo su per via XX Settembre insieme ai protagonisti o bazzicando per le strade di Pra alla ricerca dell’indizio giusto.


Non mancano tra l’altro interessanti disamine su particolari curiosi come la pericolosità delle strisce pedonali di un determinato incrocio (che ora non ricordo nel dettaglio, ma che al momento della lettura ricordo di aver individuato come uno di quelli dove un paio di rischi li ho presi pure io), o la chiusura di un sottopasso per impedirne l’allagamento, senza dimenticare la menzione del tracollo dell’Ilva che resta ancora oggi una ferita quanto mai aperta.

I personaggi poi, sono esattamente gli stessi incontrati in Tre Cadaveri, a partire dal problematico Red Spada (insieme al figlioletto confuso ed abbandonato), passando per la provocante giornalista Costa e concludendo con l’apparentemente serafico Ispettore Manzi, coadiuvato dalla sua squadra al gran completo. Interessante apprezzare gli sviluppi che contraddistinguono la loro crescita o l’evolversi dei rapporti interpersonali che li rende più vicini di quel che sembra, scoprendo via via lati dai rispettivi caratteri che magari prima non ti aspettavi.

I dettagli cruenti non vengono certo nascosti, in particolare quelli legati al primo omicidio, rendendo la lettura più coinvolgente anche grazie ad una scrittura sempre scorrevole e ad una buona alternanza di storie tra un capitolo ed un altro (non troppe da perdere il filo, ma sufficienti per costringerti a voltare pagina per riprendere da dove ti eri fermato).

La parte centrale, in realtà, ristagna un po’, ma quando l’indagine decolla ecco che il ritmo si fa nuovamente incalzante, con i protagonisti in grande forma e i dubbi che continuano ad aumentare, facendoti immaginare scenari sempre diversi, fino al buon finale, con poi l’ultimissima immagine dell’Angelo Custode che lascia aperte nuove strade che probabilmente percorreremo nel prossimo capitolo (che a questo punto non potrà mancare nella mia libreria).

Continua così Malavasi, che il futuro ti sarà riconoscente.

Qui il libro

Giudizio complessivo: 8

Enjoy,


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