-->

Milano Calibro 9


Regia: Fernando Di Leo

Dio (o chi per lui) benedica in eterno Fernando Di Leo, per tutto quello che ha dato al cinema, in particolare alla sezione del poliziottesco italiano che, grazie anche a registi come lui, Girolami, Lenzi, Enzo “Punto G.” Castellari e molti altri, in quegli anni è letteralmente esploso.

The Burning Moon


Regia: Olaf Ittembach

Un ragazzo tossicodipendente (interpretato dal regista) dopo una rissa insieme alla sua gang, torna a casa verso sera malconcio e si trova a dover badare alla sorellina: così decide di farsi una bella pera e addormentarla raccontandole due storie.

L'Odio




Regia: Mathieu Kassovitz


Il Problema non è la caduta, ma l'atterraggio


Film controverso sul rapporto tra polizia e quartieri degradati, L'odio mostra uno spaccato della vita nei sobborghi, di come la gente cerchi di tirare avanti, il tutto prendendo spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto.

The War – Il Pianeta Delle Scimmie


Regia: Matt Reeves

Dopo l'enorme successo di Apes Revolution-Il Pianeta Delle Scimmie, secondo capitolo di un franchise iniziato nel 2010 con L'alba Del Pianeta Delle Scimmie, con protagonista la nostra amata ed intelligente scimmia di nome Cesare, Matt Reeves dirige anche questo The War, ultimo capitolo della saga, che per me e per molti altri che l'hanno visto, è il miglior capitolo del franchise; ma andiamo a capire perché.

Il Cerchio


Autore: Dave Eggers

Mae è una giovane ragazza appena laureata che riesce a coronare il suo sogno grazie all’aiuto di un’amica: diventare dipendente della più grande e famosa società a livello mondiale chiamata Il Cerchio.

The Neon Demon



Regia: Nicolas Winding Refn



Recensione 1


Ipnotico, enigmatico, disturbante, cinico, particolare, sexy, potente, tutto questo è "The Neon Demon" decimo e ultimo film diretto da Nicolas Winding Refn, regista che apprezzo relativamente perché per quanto talentuoso sia e per quanto originale sia la sua arte (perché di questo si parla con lui, arte pura arte), non riesco ad apprezzarlo a pieno.

Honeymoon


Regia: Leigh Janiak

Recensione 1


Paul e Bea sono una giovane coppia di sposi, innamoratissimi l'uno dell'altra e decisi più che mai a godersi la propria luna di miele in totale intimità, lontano da tutto e tutti. E' così che partono per la campagna canadese, la destinazione è una baita isolata nel bosco, appartenente alla famiglia di lei. I primi di giorni laggiù sono fantastici, tanto amore, scherzi, relax ed un affiatamento che cresce sempre di più. E' il loro sogno. Ma poi qualcosa cambia.. 

Il Secondo Tragico Fantozzi


Regia: Luciano Salce

In tantissime recensioni, sia di commedie che anche di horror, ho citato molto spesso battute (le sorelle Anne e Babette Brown di Fracchia La Belva Umana, gli sturamenti di Fantozzi Il Ritorno….) o addirittura film (Rimini Rimini, I Pompieri…) di uno dei più grandi comici del nostro tempo, uno scrittore che ha messo alla berlina il mondo del lavoro (e non solo) in un mondo che, tra un’iperbole e l’altra, ricorda in maniera grottesca alcune dittature ancor oggi esistenti.

August Underground


Regia: Fred Vogel

Molto tempo fa avevo recensito uno dei peggiori shock movie che io avessi mai visto: Slaughtered Vomit Dolls, primo capitolo della Vomit Gore Trilogy di Lucifer Valentine.

Ma si sa, non c'è mai fine al peggio....E August Underground è IL peggio!.

Codice D'Onore


Regia: Rob Reiner


Base di Guantanamo, Cuba. Due militari attuano nei confronti di un loro sottoposto un cosiddetto Codice Rosso, una punizione non legale che serve ai Marines meno esperti per essere addestrati con le maniere forti. La cosa sfugge di mano e, il malcapitato, muore.

The Belko Experiment


Regia: Greg McLean

Già da un po’ cominciavano a girare immagini e recensioni di questo film, che oggettivamente mi intrigava parecchio, anche in virtù dei due personaggi che ci stavano dietro, Greg McLean alla regia e James Gunn (sceneggiatura e produzione).

Castelli Di Rabbia


Autore: Alessandro Baricco


Oggi vi parlo di questo romanzo insolito, ma chi conosce già Baricco sa a cosa va incontro decidendo di leggerlo.

Security


Regia: Alain Desrochers


Film d'azione con protagonisti Antonio Banderas e Ben Kingsley, alquanto sconosciuto e che non è neanche destinato ad un uscita nelle sale cinematografiche americane, nonostante un budget non proprio irrilevante ( 15 mln).

Mondo Cane


Regia: Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara, Franco Prosperi

Carissimissimi lettori, vi ricordate di quando ho parlato di Franco Prosperi, il regista di quella cagatina di Wild Beasts

Ecco, questo, 99,99 su 100 (quante minchia di virgole ho messo 😄), è il suo capolavoro.

Spider-Man: Homecoming


Regia: Jon Watts

Era il 2002 quando Sam Raimi fece diventare iconico l'uomo ragno con il suo Spider-Man, da li altri due sequel diretti sempre dallo stesso regista; poi nel 2012 era stato il turno di Mark Webb far rinascere il supereroe con i suoi due The Amazing Spider-Man.

Basket Case


Regia: Frank Henelotter

Triste, inquietante e splatterososo gioiellino anni '80, che gli appassionati del genere non devono assolutamente farsi sfuggire.

Il Cacciatore Di Aquiloni


Autore: Khaled Hosseini

Uno dei romanzi che ha fatto commuovere il mondo!

In The Mood For Love


Regia: Wong Kar-Wai

Di storie d'amore il cinema ne ha viste parecchie, dai primi lavori muti ai recenti blockbuster per teenager, uno dei sentimenti più diffusi al mondo è stato raccontato in tutte le sue molteplici sfumature.
Quindi, perchè siamo qua a parlare di questo In The Mood For Love?

Hostel Part 3


Regia: Scott Spiegel

Avete presente "L'Armata Delle Tenebre", o "Nightmare 3: Dream Warriors"?
Sono i terzi capitoli di saghe (o trilogie) famosissime, oltre ad essere alcuni dei migliori sequel in circolazione.
Ecco...per "Hostel", non è proprio così, anzi.

Il Ristorante All’Angolo


Regia: Jackie Kong

Dopo il fu I Ragazzi Del Cimitero e il terribile Non Entrate In Quella Casa, ecco un’altra perla che non può assolutamente mancare nella collezione de “Gli sconosciuti degli Anni 80”. E anche in questo caso, menomale!

Sette Anni in Tibet




Regia: Jean-Jacques Annaud



Recensione #1


Mi hanno sempre parlato tutti bene di questo film ma, stranamente, non ho mai avuto ne interesse ne voglia di vederlo, semplicemente mi sembrava un film noioso. Questo sentimento a pelle si è per fortuna rivelato errato e mi sono anzi pentito di non averlo visto prima.

G.O.R.A


Regia: Ömer Faruk Sorak

Di parodie negli anni se ne sono viste davvero tante, ma i loro tempi d'oro sono più che passati, infatti si tendono a ricordare solo le parodie degli anni nei quali a girarle c'era quel genio di Mel Brooks.

Bedevil - Non installarla


Regia: The Vang Brothers

La frase che più mi è sembrato di leggere circa questo film era qualcosa del tipo “BEDEVIL, NON INSTALLARLA…E NON GUARDARLA” e, pur essendo banale come cosa, risulta dannatamente vera e chiaramente riassume perfettamente ciò che ho dire a riguardo.

Men Behind The Sun - Hei Tai Yang 731


Regia: Tune Fei Mou

Il sottoscritto deve ammettere, cari lettori, che non è un amante del cinema orientale….amo il cinema di casa nostra, degli zii americani e dei vicini francesi, ma le pellicole provenienti dal Sol Levante proprio non riesco a farmele piacere (gli unici casi sono i Monster movie, come Godzilla, Godzilla vs. King Kong, Godzilla vs. gli Astromostri, Godzilla vs. un orribile mostro alato con tre teste e alito tipo fogna di Calcutta….). 

Kyashan, La Rinascita



Regia: Kazuaki Kiriya



Parliamo oggi di una delle trasposizioni cinematografiche peggiori che abbia mai visto: Kyashan, la Rinascita.
Premessa: non ho mai seguito né la serie animata né il manga, quindi non mi è possibile fare paragoni e mi limito a dare il mio parere sulla pellicola in sé.

I problemi di questo film sono tanti, spalmati in modo più o meno omogeneo nelle due ore e mezza di durata del film: un vero supplizio insomma. Una delle cose che maggiormente mi ha dato fastidio è stato lo stile grafico adottato. Nel film non ci sarà UNO sfondo che sia uno ad essere girato senza greenscreen. Ogni scena risulterà quindi terribilmente finta, visto che questa tecnica non viene utilizzata per ricreare scenografie realistiche quanto piuttosto creazioni in CGI che si sposano male con gli attori in scena.



Il mood che si respira è decisamente Steampunk, con vapore, valvole ed architetture che fondono occidente ed oriente in un buon mix (uno dei pochissimi pregi della pellicola). Non temete però, Kyashan non è assoutamente il primo film a fare questo….anzi. Ghost In The Shell è frse l’esempio più eclatante in questo senso, uno dei primi a creare una miscela sapiente tra Europa ed Asia, una fusione che Kyashan cerca di copiare con scarsi risultati. Nel film però le citazioni più o meno esplicite sono parecchie: Matrix, Tetsuo, Mad Max e tanti altri film vengono saccheggiati brutalmente e scopiazzati in qualche maniera.


Altra enorme pecca è la fotografia. Terribilmente accecante.
In ogni scena abbiamo un cambio di colore che già dopo mezz’ora risulta fastidioso: marrone, giallo, bianco, rosso, verde, blu, nero e di nuovo marrone; colori confusi per un film confuso, fastidiosi da vedere e assolutamente brutti concettualmente. La fotografia infatti, nella mia opinione, dovrebbe andare di pari passo con il film: Elephant utilizza colori naturali per enfatizzare la dura realtà, Matrix usa toni del verde per ricreare un opprimente mondo cibernetico; Kyashan usa colori a caso perché è un film senza un senso preciso. Elementare, no?



Andando avanti e sforzandomi di tralasciare l’aspetto puramente estetico, ho provato a guardare il film dal punto di vista della sceneggiatura, sperando in qualcosa di buono. Inutile dire che è stato tempo sprecato.
La trama in sé è anche interessante ma Kazuaki Kiriya non riesce assolutamente a dosare i tempi filmici, annoiando a morte nella prima ora e concentrando in alcuni punti le scene d’azione, anche queste fatte male. Se infatti la prima ora di noia poteva essere una giusta preparazione psicologica ai combattimenti, questi si rivelano veramente brutti sia visivamente che come coreografia. La CGI dei nemici e del protagonista stesso stona moltissimo e, come detto anche per Ghost in The Shell 2.0, questa tecnica spesso invecchia presto, specialmente in un film a tecnica mista come questo.



Sempre riguardo alla sceneggiatura, inutile dire che qua e là sono presenti buchi più o meno grandi nei quali lo spettatore incapperà ma, tutto sommato, questo tipo di problema passa quasi in secondo piano.
Colonna sonora ottima invece, coerente e assolutamente accattivante.

Ok, scherzo, nemmeno la colonna sonora si salva. I brani presenti sono abbastanza brutti, fatta eccezione per una Sonata di Beethoven che verrà però tenuta fissa come sottofondo per almeno dieci minuti, facendole perdere la potenza emotiva e rendendola più simile ad una musica da ascensore.

Insomma, questo film fa acqua da tutte le parti, non ho trovato praticamente nulla di interessante e lo sconsiglio a tutti, nesuno escluso.


Anzi, una cosa bella di questo film c’è: la locandina. Quella è figa.

Giudizio complessivo: 3
Non guardatelo, fatevi un favore,


Stefano Gandelli




Trailer




Lasciate un commento, oh voi che leggete...
Per non perdervi neanche una recensione, seguiteci qui 😉:

       

Civiltà Perduta


Regia: James Gray

Nonostante le numerosissime recensioni entusiaste di critici e di pubblico, ho trovato questo "The Lost City of Z" (civiltà perduta è il titolo italiano) un'enorme occasione mancata.

Tusk


Regia: Kevin Smith

Dopo aver riscosso consensi più che positivi in quel Red State da poco recensito, l’accoppiata formata da Kevin Smith alla regia e Michael Parks nel ruolo di protagonista ci riprova qualche anno dopo con questo Tusk e, nel complesso, fa nuovamente centro (in particolare grazie alla straordinaria prestazione dell’attore, purtroppo da poco scomparso).

When Black Birds Fly


Regia: Jimmy ScreamerClauz



Dopo Where The DeadGo To Die, torniamo a Parlare di Jimmy ScreamerClauz, uno dei registi più particolari e controversi degli ultimi tempi. Questa volta sforna un prodotto meno estremo (ma non per questo privo di gore e violenza esplicita) e più vicino al surrealismo di Enter The Void, un mix che funziona alla perfezione.

Il Club


Regia: Pablo LarraÍn

Dal Cile arriva questo "El Club", film del 2015 premiato al festival di Berlino per la migliore regia.

Premio più che meritato per Pablo Larraín, regista molto giovane ma che ha già una notevole fama, grazie a film come "No - I Giorni Dell'Arcobaleno" nominato come miglior film straniero agli oscar, oppure il recente "Jackie" con una strepitosa performance di Natalie Portman.

Macabro


Regia: Lamberto Bava

Macabro rappresenta di fatto l’esordio in regia di Lamberto Bava, uno dei più classici esempi di “figlio d’arte”, dal momento che il padre non è altro che quel gran maestro di Mario Bava, sul quale mi dilungherei all’infinito (chi non ha ancora visto Reazione A Catena, provveda subito se vuole poter parlare di horror avendo la coscienza pulita), ma non lo faccio solo per non togliere spazio al giovane rampante che avanza e che purtroppo però non riuscirà ad avvicinare le vette raggiunte dal progenitore qualche anno addietro.