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L'Uomo Del Labirinto


Autore: Donato Carrisi

Una volta entrati nell'universo Carrisi, risulta assai complicato uscirne per cui, dopo quanto letto nell'ottimo Il Suggeritore e nell’ancor più valido L’Ipotesi del Male, viene automatico proseguire con le vicende legate al ciclo di Mila Vasquez e di tutti i personaggi che le gravitano attorno.

Certo, questa volta sarebbe stato meglio non citare a quale saga appartenesse questo libro (terminandolo capirete il perché), ma purtroppo ormai lì viene catalogato e non c’è modo di sfuggirne, mentre se vi è capitato di leggerlo appena uscito, senza che l’autore avesse svelato nulla, immagino che l’entusiasmo sarà stato nettamente superiore.

Come già ci ha abituato nei suoi precedenti lavori, pure qui si inizia col botto ed in particolare con quell'immagine della ragazzina che si ammira cresciuta nello specchio, immagine che certamente rimane ben piantata nella mente e che conferma la volontà di Carrisi di utilizzare spesso sequenze di forte impatto, anche coinvolgendo persone non esattamente cresciute, per far colpo nel lettore. E anche stavolta, bisogna ammettere che ha fatto centro.


Il suo modo di scrivere resta invariato, e quindi a me assolutamente gradito (non sto a ripetermi in quanto ho già dettagliato il mio apprezzamento nelle recensioni dei due romanzi precedenti), così come resta invariata la tendenza a creare protagonisti maschili decisamente problematici, ciascuno a modo suo. Era successo con Gavila ne Il Suggeritore,  e con il reietto Berish ne L’Ipotesi del Male,  mentre qui facciamo conoscenza con il “terminale” Genko che, con quella spada di Damocle che aleggia sul suo debole cuore, contribuisce ad accrescere la tensione, dal momento che ogni singola e piccola indagine potrebbe rivelarsi l’ultima. 

Peccato solo che in questo romanzo lo scrittore di Martina Franca si sia leggermente impigrito, regalandoci una storia tutto sommato breve che probabilmente termina un po’ troppo in fretta. Ammetto infatti che mentre proseguivo nella lettura mi è capitato di storcere più volte il naso data l’imminente chiusura della faccenda, ma quell'ultima parte davvero vorticosa, che ti ribalta la situazione in un secondo come spesso già ci ha abituato, riesce a far dimenticare questa piccola pecca, catapultandoci già verso il prossimo capitolo da cui, a questo punto, non so bene che cosa aspettarmi.

Un libro quindi davvero ben riuscito e congegnato che, chi ama lo scrittore e il thriller in generale, riuscirà certamente ad apprezzare.

Tra l’altro leggo che esiste pure un film, diretto dallo stesso Carrisi, che forse vale la pena vedere, più che altro per la curiosità di capire come sia riuscito ad isolare questa vicenda da tutto il contorno legato alla saga.

Qui il libro

Giudizio complessivo: 8

Enjoy,


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