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La Lentezza


Autore: Milan Kundera

Salve a tutti lettrici e lettori, con l'inizio settimana si parla di libri complicati da raccontare. Perchè? Beh, semplicemente perchè in fondo amiamo quel lato masochista che vive in noi.

Ah no, scusate, quella sono solo io, voi siete persone normali…

Oggi vorrei parlarvi de La lentezza di Milan Kundera e per farlo, essendo io una persona con una grande capacità di sintesi, parto subito con una digressione alquanto melensa:

“Vi è mai capitato di trovare un porto sicuro? Si, intendo un luogo, reale o meno, in cui vi sentiate a casa. Per quanto strano e a volte inopportuno, credo di averlo trovato. Ogni qualvolta mi capita di sentirmi smarrita, penso al mio personale porto sicuro. Quel posto per me è un autore: Milan Kundera. Non so come possa essere possibile, ma ogni cosa che leggo di suo mi riporta a “casa”. Anche se non sempre è un bene, perché questo vuol dire che il più delle volte mi si presentano davanti situazioni spiacevoli che non avrei mai voluto accettare. Ecco, per me Kundera è questo. È il vecchio nonno che non ho mai avuto, quello che ti parla delle avventure lontane e che ti dà consigli disinteressati sulla vita, quello che anche quando non vuoi ti mette di fronte la realtà e ti aiuta a razionalizzarla.”

Cervello:”Ferma, aspetta un attimo! Ok hai trovato uno psicologo personale per cui non devi sborsare 40 euro a seduta, detto questo, cosa centra? Insomma non mi fraintendere, mi interessa molto la tua vita psichica (come puoi notare dalla forte voglia che provo in questo momento nel voler abbandonare il tuo cranio per farmi una vacanza ai Caraibi). Ma tutto questo a cosa serve?”

Io: ”Ma scusa, non ho mica chiesto un tuo parere!”

Cervello: ”Si, si, certo, come no. Ora shh e muoviti!”

Io: "Uff, va bene"

                       


Dopo la brusca interruzione della mia premessa (poco) poetica devo per forza dirvi cos';è questo libro. Che mi sia piaciuto lo avete ampiamente capito, ma quello che non sapete è il perchè. Il romanzo è in sostanza una grossa denuncia alla società che, vittima della modernità, perde la bellezza della vita per aggrapparsi al progresso e alla velocità con cui si sviluppa, lasciandosi dietro ogni lentezza.

Ora tutto questo non sembra chissà quale colpo di genio, ma il modo in cui l'autore riesce a realizzarlo è incomparabile.

Attraverso la ferma convinzione che la lentezza sia la chiave della felicità, Kundera analizza l'uomo e la sua propensione nell'essere costantemente dipendente dalla gloria, il cui concetto è molto sottile.

Spesso si concretizza nel bisogno di attenzione da parte di qualcuno, nel non voler scomparire, nel non accettare la totale invisibilità sociale.

Quindi in definitiva, ecco cos'è questo libro: è un ritratto perfetto della società, che si permette di parlare di sesso senza preoccuparsene troppo e che si abbandona al grottesco senza riserve, per il puro gusto di farlo. E la cosa più bella è che pur prendendosi tutte queste libertà, descrive il tutto magnificamente, ponendo fiducia nel lettore, ultimo e unico giudice dell'arco narrativo.

E voi? Siete riusciti a trovare un porto sicuro?

Buona lettura,


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