Scanners


Regia: David Cronenberg


RECENSIONE

È passato molto tempo dall’ultima visione di Scanners, film di Cronenberg dei primi anni ’80, appena successivo a The Brood , per cui il rewatch era quasi d’obbligo.

Dai suoi film precedenti, il regista canadese continua a prendere spunto per dare vita alle tematiche a lui più care, inserendo già qui alcune componenti che lo faranno
svoltare verso quelli che, in breve tempo, diventeranno i suoi capolavori.

I concetti di mutazione, modificazione della carne e quant’altro di collegato, lo avevamo infatti già visto, sebbene in un contesto maggiormente legato al fisico e al corpo, basti appunto pensare a Shivers e Rabid . In questo film invece, la mutazione avviene principalmente a livello della mente, in quanto gli Scanners del titolo altro non sono che individui dotati di eccezionali poteri telepatici che, tramite la forza del pensiero, riescono a condizionare l’esistenza delle persone non esattamente gradite.

Troviamo quindi un sapiente mix di horror (che non manca mai, soprattutto nel primo Cronenebrg), fantascienza e pure spionaggio, in quanto la suddetta capacità intellettiva è chiaro che cominci a fare gola a molti (e d’altronde a chi non farebbe comodo un bello Scanner che ti fa esplodere la testa del vicino quando ti piazza Gigi D’Alessio a volume fastidioso?).


Stephen Lack, nei panni dello Scanner Cameron Vale, dimostra subito di saperci fare coi poteri assegnatili per l’occasione, rendendosi protagonista dell’ottima scena iniziale che ben introduce tutta la storia. Ma la palma di migliore in campo va senza dubbio a Michael Ironside, Scanner rinnegato in cerca di vendetta che, con quelle espressioni che in più di un’occasione mi hanno ricordato un Jack Nicholson d’annata, si rende partecipe di scene memorabili.



Scene che non lesinano piacevoli spruzzi di sangue ed effetti casalinghi che fanno godere gli appassionati più tradizionalisti dello splatter genuino, una su tutte l’esplosione della testa. E poi non scordiamoci dell’eccezionale duello finale, perché siamo d’accordo che la componente telepatica è stata l’innovazione portata qui da Cronenberg, ma è altresì evidente la voglia di ritornare a quel body horror che tanto lo ha reso famoso e che pure qui soddisferà i palati dei fans più accaniti. Il tutto grazie all’eccellente lavoro di Gary Zeller come supervisore effetti, che non credo abbia poi più collaborato con il regista canadese.


Le musiche di Howard Shore (lui sì fedele a Cronenberg in moltissimi altri lavori) si incastrano perfettamente con le sequenze prodotte, fino a condurci all’ottimo finale, figlio della scena citata sopra, e in cui siamo ancora a chiederci chi dei due abbia preso in mano le redini della faccenda, senza per altro poterci dare una risposta oggettivamente corretta. Ottimi tra l’altro anche i titoli di coda, riprodotti sul PC della ditta ConSec.

Peccato solo per una sceneggiatura a volte un po’ traballante ed un calderone nel quale forse sono state inserite troppe cose da gestire, a dimostrazione di un Cronenberg ancora un po’ acerbo (anche se poi si rifarà abbondantemente). Nonostante ciò, Scanners resta in ogni caso uno di quei tasselli fondamentali che chiaramente vanno visti ed apprezzati.

Meno apprezzati invece, saranno i due sequel girati successivamente.

Qui il film

Giudizio complessivo: 7.5
Enjoy,


Trailer




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