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Lake Bodom


Regia: Taneli Mustonen

Era da un po’ che questo film mi ronzava per la testa, ma francamente avevo sempre evitato di vederlo, in quanto sospettavo si trattasse di un banale slasherino insulso, a forte rischio cagata.

Ma in realtà non è esattamente così.

La trama prende spunto dalle reali vicende avvenute in Finlandia sul lago Bodom, su cui volutamente non mi dilungo visto che tanto in rete trovate adeguate spiegazioni e, da lì, sviluppa la storia di questi 4 bizzarri ragazzi finnici, che ancora non hanno ben chiara la sorte che sarà riservata loro.

In effetti la partenza non è delle più incoraggianti, e sembra davvero essere il solito teen movie dove, tra pulsioni sessuali difficili da tenere a freno ed episodi di cyberbullismo, il gruppo di adolescenti semi minchioni viene fatto a pezzi dal villain di turno. E in questo caso diciamo pure che l’abusatissima frase “se la sono cercata” calzerebbe a pennello viste le discutibili scelte intraprese.


La location tuttavia merita un voto alto (e stavolta neppure Borghese potrà ribaltare il giudizio) e, complici il buio ed una selezione di suoni ben calibrati, crea un bel gioco di tensione, guadagnandosi così l’attenzione di uno spettatore non ancora troppo coinvolto nella faccenda.

La svolta inaspettata che ribalta una prima volta la situazione è poi il vero valore aggiunto del film, in quanto totalmente inattesa e, in un certo senso, va a giustificare la mia esternazione sul non elevatissimo Q.I. dei partecipanti (tutti i e 4 eh, perché pure la dimenticanza delle chiavi della macchina è una scena da cartellino rosso).



Le vicende sentimentali che coinvolgono le due protagoniste femminili sembrano quindi smorzare un po’ i toni e indirizzare il film verso una sorta di dramma adolescenziale finito malissimo ma, dato che il regista Taneli Mustonen (chi???) non era ancora del tutto soddisfatto, ecco la seconda semi svolta (questa più attesa), che riporta la pellicola su binari più consoni.


E visti proprio i binari entro cui Lake Bodom viene indirizzato, probabilmente era lecito attendersi un uso maggiormente cospicuo del fattore gore, qui piuttosto ridotto in relazione alle possibilità che la vicenda offriva.

Ma quello che mi ha convinto meno è quel finale criptico, forse lievemente troppo, anche perché a ripensarci bene risulta leggermente confuso e sbrigativo. Chiariamoci, lasciare lo spettatore col “dubbio”, ci sta, per cui l’intenzione l’ho trovata vincente, ma il modo in cui è stata realizzata devo ammettere che mi lasciato un filo di amaro in bocca.

Detto ciò, ritengo che il film non sia da buttare, anzi credo che meriti una visione perché indubbiamente si possono trovare al suo interno diversi pregi e poi oltretutto dura anche poco e viene via veloce.

Ah, per la cronaca, nonostante il nome possa trarre in inganno, all’interno della pellicola non sono contenute musiche dei Children Of Bodom, quindi andate tranquilli 😆.

Giudizio complessivo: 6.5

Qui il film
Enjoy,


Trailer


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