Zoo


Autore: Paola Barbato

Leggendo l’ultima parte di Io So Chi Sei (librone che vi consiglio vivamente) , avevo più di un sospetto relativo a quanto venisse raccontato in questo libro, tanto che quasi mi veniva voglia di leggerlo in contemporanea.

Eh sì, perché Zoo non è un seguito del precedente lavoro scritto dall’ottima Paola Barbato, ma si può considerare come una storia parallela che, alla fine, torna ad incastrarsi con la precedente, aprendo inoltre un’ulteriore spunto per proseguire la serie.

Il risultato è ancora una volta notevole e, anche in considerazione di quanto appena detto, sembra davvero trattarsi di un unico grande capitolo, visto anche lo stile ben chiaro che l’autrice ha approntato. Non so quanto sia tipico dei suoi lavori in generale, in quanto non ho ancora letto nulla di antecedente a questi (e presto rimedierò), ma le parole in corsivo per trasmettere su carta i pensieri di chi sta parlando e le frasi centrate per distinguere le intenzioni di chi, in questo caso, orchestra tutto il baraccone, stanno proprio a farci capire che l’autrice ha voluto chiaramente “marchiare” le pagine appena lette.

Già dall’inizio si capisce che non si scherza, ponendosi tra l’altro come incipit ideale per un film dove, al grido di entrambi, partono i titoli di testa accompagnati da musica arrogante.

Anna, la protagonista indiscussa della vicenda, ricorda inevitabilmente Lena, protagonista di Io So Chi Sei , due persone caratterialmente non troppo simili, ma accomunate sia da quel perverso gioco che è stato orchestrato, sia da quel nome, Saverio, che in più di un’occasione, senza per altro averne colpa alcuna, mette entrambe in guai davvero seri. È anche per questo che consiglio la lettura di entrambi in rapida sequenza, poiché se siete smemorati come il sottoscritto, sarete costretti a riprendere la lettura dell’altro romanzo in più di un’occasione.


La lettura scorre via rapida, una storia claustrofobica quasi interamente ambientata all’interno di quattro mura e qualche gabbia, ma che riesce a sviluppare molteplici risvolti a seconda di come i prigionieri vengono spostati. E più passa il tempo, più cerchi di capire le motivazioni, pensando se il presunto carnefice conoscesse le sue vittime, che cosa volesse da loro, e se l’intenzione fosse quella di un gioco perverso alla Saw.

La parte finale in particolar modo, quando il buco del pavimento comincia a prendere forma, si legge davvero in apnea tutta di un fiato, fino alla chiusura (parziale) del cerchio, che ti spinge a scrivere all’autrice di completare quanto prima le vicende raccontate in questi due libri davvero eccezionali, che vi consiglio di leggere quanto prima. 

Qui puoi trovare Zoo e qui Io So Chi Sei 

Giudizio complessivo: 8.5 
Enjoy, 


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