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Io So Chi Sei


Autore: Paola Barbato



RECENSIONE

E niente, qui ci è scappato il librone.

Premetto che non avevo mai letto nulla di Paola Barbato, né forse l’avevo mai sentita nominare (lo so è grave, ma purtroppo non sono appassionato di fumetti, che forse avrebbero potuto almeno salvarmi in corner). 

Ma, dopo aver letto un paio di commenti entusiastici sul suo conto, mi sono deciso ad approfondire la faccenda, acquistando in primis Io So Chi Sei (di cui vi parlo ora) e immediatamente dopo Zoo che, da quanto ho potuto apprezzare dopo le prime 120 pagine lette, è un romanzo parallelo a questo qui.

Non so se sono partito con il libro giusto (è sempre difficile, quando si approccia ad un autore nuovo, capire da cosa iniziare), ma credo di aver fatto la scelta giusta, in primis perché non dovrebbero esserci collegamenti con altri lavori usciti precedentemente, ed in secundis perché Io So Chi Sei è un libro davvero eccezionale, uno dei migliori del genere che mi sia capitato di leggere nell’ultimo periodo.

Si inizia subito col botto, non ci sono troppe fasi preparatorie a ciò che sta per accadere e sin da subito si fatica ad interrompere la lettura, tanta è la curiosità di capire come verrà incasinata la vita della giovane protagonista, Lena, attraverso il telefono, i messaggi, i video, le ansie e tutto il resto. 

Lo stile è accattivante e mi piace molto, sebbene i capitoli non siano brevissimi come solitamente gradisco, ma la linearità della vicenda permette di essere facilmente seguita, anche quando si è costretti ad interrompersi nel bel mezzo del capitolo. Particolarmente apprezzabili risultano essere i pensieri non espressi della protagonista, piazzati lì in corsivo a metà frase, dando quasi l’impressione di poter vedere la ragazza mordersi la lingua per non esternare ciò che d’impulso il cervello le stava suggerendo.

La lettura viaggia molto velocemente, scorrevole e senza punti morti e l’autrice è stata molto abile nel trasmettere l’ansia che coglie Lena, tanto che a volte ti sembra di essere proprio lì con lei mentre, in preda all’agitazione, non riesce a compiere gesti assolutamente elementari nella quotidianità delle azioni, tipo aprire la cassetta delle lettere o roba simile.

L’inserimento di un personaggio come l’Agente Caparzo aggiunge poi quel pizzico di pepe in più, figura assolutamente azzeccata e su cui bastano veramente poche pagine di introduzione per capirne carattere e modalità di pensiero. Il linguaggio semi scorretto che gli viene attribuito durante la narrazione risulta gradevole e riesce pure a smorzare un filo la tensione nelle indagini, fino ad arrivare all’ultima fase, davvero elettrizzante, che obbliga il lettore a concludere in apnea un romanzo veramente impeccabile, praticamente senza punti deboli o da migliorare.

Giudizio complessivo: 9
Buona lettura,



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