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La Morte e La Fanciulla



Regia: Roman Polanski

La Morte e La Fanciulla è un'opera teatrale riportata sul grande schermo nel 1994 da Roman Polanski.

Ben lontano dai fasti de Il Pianista, che varrà l'Oscar al regista nel 2003, la pellicola rappresenta comunque un esperimento interessante. 

Le scene si svolgono tutte in un unico spazio temporale, strettamente connesso ai fatti vissuti nel passato dai protagonisti, in un paese indefinito dell'America latina, all'epoca governato da una feroce dittatura. 

Paulina Escobar, interpretata da una fantastica Sigourney Weaver, è una donna ormai matura che non è riuscita a voltar pagina dopo gli abusi subiti. Quando era ancora una ragazza lottava per la libertà, provava a resistere al dilagare della violenza e dell'ingiustizia nel suo paese, gridando ad alta voce la sua fame di democrazia ma...qualcuno le aveva portato via la dignità, forse per sempre. All'improvviso il boia ritorna, lo riconosce subito dalla voce e dall'odore mai dimenticati... l'incontro avviene per caso… in una notte tempestosa, si presenta a casa sua.



Così, con le linee telefoniche e l'energia elettrica isolate, "la fanciulla" ordisce il suo piano di vendetta. Inizia un gioco psicologico a tre, con il marito Gerardo, politico incaricato dall'attuale Governo di indagare sui crimini del passato regime, e il Dott. Roberto Miranda, aguzzino ritrovato. 

Ma sarà davvero così? E' proprio lui l'orco? O è solo vittima di un folle, psicotico, dilaniante miraggio della sofferenza? 

Film malinconico e introspettivo, godibile nei dialoghi e nel soggetto. 

Pellicole simili esaltano le performance degli attori riportandoli sul palco teatrale e, in questo caso, gli interpreti risultano tutti pienamente all'altezza del compito

Giudizio complessivo: 7 
Buona visione, 


Trailer



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