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The Purge (Stagione 2)



Ideatore: James DeMonaco

RECENSIONE

Dopo aver visto tutti i prodotti appartenenti all’universo The Purge (film e serie tv annessa), il pensiero che mi veniva spontaneo a fine visione e che mi lasciava sempre un filo perplesso riguardava ciò che sarebbe accaduto appena la sirena preannunciava la fine della notte dello sfogo.

Perché se durante il purga time tenti di uccidere la tua fidanzata, il tuo capo o colui che ti invia recensioni incomprensibili, e sfortunatamente non ci riesci, poi sarebbe interessante capire le dinamiche che seguono tale tentativo, e fino ad adesso di questi sviluppi non vi era stata traccia.

Ma finalmente, nella seconda stagione della Serie Tv, qualcosa è cambiato.

Le vicende vissute dai protagonisti durante la prima stagione, (tuttavia piuttosto interessante) sono infatti morte con essi, per cui l’inizio della seconda appare subito come un’apparente nuovo racconto di una nuova notte dello sfogo. Ma le storie si sviluppano un po’ troppo rapidamente per riuscire a coprire 10 puntate ed infatti ecco che il piano comincia a farsi più chiaro via via che si va a avanti. Per dirla in breve, ci ritroveremo qui a vivere ben due purge nights complete, inframezzate da quello che accade nei 364 giorni che seguono l’una e anticipano l’altra. Una visione completa quindi, sia sugli strascichi che il gioco al massacro inevitabilmente comporta, ma anche sui preparativi necessari per non farsi cogliere impreparati l’anno successivo e, se necessario, sulle migliorie da adottare in caso i programmi dell’anno precedente non siano andati esattamente come previsto.


Si dà inoltre più peso alla questione politica e su ciò che avviene se sgarri al di fuori della notte ove tutto è concesso, con annessi processi e relative condanne, che non appaiono esattamente leggere per i trasgressori. Ci si pongono quindi le prime domande di rito, se effettivamente lo sfogo può funzionare oppure no, ma tali domande è meglio porsele per i cazzi propri, vista la fine che fanno quelli che, nella serie, si interessano un po’ troppo a queste faccende. Probabilmente la questione non viene poi sviscerata completamente a fondo, lasciando anche lo spettatore libero di fare le proprie considerazioni a riguardo, ma sicuramente, l’aver inserito questi spunti di riflessione, apporta un cambio di marcia significativo al carrozzone Purge.



In tutto questo assistiamo inoltre a scene anche piuttosto violente, con buoni effetti a corredo che rendono alcune sequenze davvero interessanti (vedi per esempio quella girata all’interno del triage improvvisato). Certo, il fatto che in molti casi il disagio dei feriti/malati accatastati nei corridoi ricordi situazioni drammaticamente vissute ai giorni d’oggi è un altro discorso, ma questo il buon James DeMonaco, ideatore della serie e anche dei film, non poteva saperlo.


Come nella prima stagione, vi sono anche qui una serie di storie parallele che, in barba alla geometria, finiscono in alcuni casi per incontrarsi. Abbiamo il medico che si ritrova con una taglia sulla testa e dovrà cercare di salvare sé stesso e i suoi familiari (forse la più debole di tutte, anche in virtù di una risoluzione prevedibile), la banda di ex poliziotti che tenta di fare il colpo della vita, la collaboratrice dei Padri Fondatori che tenta di smascherare il marcio nascosto all’interno del sistema (con una fantastica Paola Núñez, che spero accetti quanto prima la mia proposta di matrimonio) e lo studente che si fa prendere lievemente la mano dalla faccenda (nettamente la migliore di tutte, grazie anche ad un’ottima prova di Joel Allen). Come già sottolineato, gli sviluppi delle singole vicende andranno a condizionare inevitabilmente pure gli altri, creando un buon intreccio ed uno sviluppo che non presenta buchi o incongruenze.


Forse, se vogliamo essere pignoli (e chiaramente lo siamo), il finale di stagione appare un po’ tirato e, in alcuni casi, lievemente difficile da ritenere plausibile al 100% (soprattutto per quanto riguarda le scelte dei protagonisti), ma nel complesso posso ritenermi assolutamente soddisfatto del prodotto, che forse risulta essere anche di poco superiore al primo Purge che, ad oggi, ritenevo essere il migliore di tutta la saga.

“Ricordati che In America non vali niente, se nessuno vuole purificarti".

Giudizio complessivo: 8.3

Enjoy,

Luca Rait

Trailer


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