Mariam Soulakiotis




Mariam Soulakiotis nacque nel 1900 ad Atene, crescendo in una famiglia molto religiosa. 

Segnata da tragedie e problemi familiari, nel 1923 la ragazza venne accolta da un monaco greco di nome Padre Matthew che nel 1920 aveva creato una setta religiosa chiamata “I Nuovi Calendaristi”. Offrì alla donna la possibilità di accedere a questo "ordine" e di aiutarlo nella gestione, compiendo un piccolo periodo di noviziato. 

Il monaco rimase a capo dell'ordine fino al 1939, anno della sua morte.


Sviluppi, Arresto, Decesso

Mariam scalò velocemente i ranghi della setta e, grazie al suo forte carattere e alla morte di Padre Matthew, ne prese il comando imponendo sin da subito un severo protocollo. 

Diventata madre superiora iniziò a reclutare donne e a raggirarle nella convinzione di seguire un culto religioso che le potesse portare ad abbandonare la loro vita in cambio della clausura in convento.  Convinte dalla Soulakiotis, passavano giorni in preghiera o meditavano senza dormire, si frustavano per autopunirsi, mantenendo un rigido silenzio e devolvendo le loro proprietà per dimostrare la loro fede all'ordine.


Nel 1949, iniziarono a girare voci su presunte urla e pianti disperati provenienti dal convento. 

Mariam Soulakiotis, presa ormai da una mania di controllo totale, maltrattava i "suoi discepoli" eliminando tutti i contatti con i loro parenti, li rinchiudeva in gabbie come bestie e li riduceva alla fame. Spiegava loro che questa era la prassi per poter espiare le "loro colpe" e allontanare i "i propri demoni". 

Questa folle suora attirò l’attenzione su di se quando, nel convento, arrivò una donna molto influente che si unì alla setta con le sue quattro figlie. Una sera, due abitanti del villaggio vicino passarono dalle parti del convento. Sentendo delle urla, scalarono la recinzione e videro una donna incatenata ad un muro, piena di sangue e con evidenti segni di frustate e tagli su tutto il corpo. 

Allertarono le autorità locali e, nei primi mesi del 1950, Mariam Soulakiotis venne arrestata con 23 capi d'accusa tra cui omicidio, appropriazione indebita, rapimento, tortura e aggressione. 

Nel 1951 iniziò il processo, ma le prove non erano sufficienti, poiché non vennero ritrovati i corpi all’interno del convento e quelli seppelliti al cimitero vennero giustificati come possibili morti accidentali. Dai registri di Madre Soulakiotis, emerse che circa 500 persone che avevano aderito ai nuovi calendaristi, risultavano al momento scomparsi. Questo fece condannare la donna a una pena di 16 anni. 

Il 6 febbraio 1953 la Soulakiotis ebbe un aumento di pena di ulteriori 10 anni. 

Morì in carcere nel 1954 all’età di 71 anni. Più tardi, nei dintorni del convento di Keratea, vennero ritrovate delle fosse con decine di corpi ammassati, appartenenti ai seguaci dell'ordine, per lo più donne. Si stima fossero 177, tutti morti per maltrattamenti e torture. 

Conoscevate questa storia?! 


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