Ebola Syndrome: La Recensione del Film



Regia: Herman Yau

Recensione


Delirante, folle, scorretto, nichilista, ingiurioso e spassoso…Ebola Syndrome è tutto questo e molto altro. 

Direttamente inserito nella Categoria III del sistema di classificazione dei film di Hong Kong, che recita “Nessuno di età inferiore ai 18 anni è autorizzato a noleggiare, acquistare o guardare questo film in un cinema”, la pellicola segue di circa 3 anni l’altro grande lavoro firmato da Herman Yau, The Untold Story, risultando meno cattivo del predecessore, ma altrettanto convincente, grazie anche al proseguo della collaborazione con l’eccezionale Anthony Wong


La trama vede raccontata la storia di Kai, bizzarro soggetto che ama trombare qualsiasi cosa si muova (anzi non deve necessariamente muoversi a pensarci bene) e che odia essere accusato e preso per i culo, per cui si troverà costretto a far fuori il suo capo (dopo avergli impalmato la moglie) e a scappare in Africa, dove farà conoscenza con le usanze e le donne locali e, come suggerisce il titolo, con L’EBOLA.


Come già accennavo prima, l’accoppiata Yau-Wong aveva funzionato benissimo in The Untold Story, per cui la scelta dell’attore protagonista è caduta nuovamente su di lui. E mai scelta fu più azzeccata. Il personaggio di Kai infatti risulta uno dei più disgustosamente meravigliosi che si possano ricordare ed inoltre ha il merito di caricarsi sulle spalle l’intera pellicola che, diciamolo chiaramente, senza di lui probabilmente sarebbe stata obiettivamente poca cosa. Le sue memorabili espressioni durante il sesso, mentre scandisce il ritmo con un regolare "Two times slowly, three times fast" non possono cadere nel dimenticatoio, così come il delirante segmento in cui se ne va in giro urlando in faccia alla gente “Ebolaaaaaaa”. Per non parlare di quando con estrema nonchalance ordina il servizio in camera in hotel (consistente in n.2 prostitute) o quando realizza i suoi gustosissimi e saporiti hamburger nel ristorante dove lavora. 


Ora, giusto per non farmi venire a cercare a casa, ci tengo a sottolineare che il film è altamente consigliato solo per gli inguaribili fan del cinema trash-disgustoso-orientale, dal momento che il restante 98% degli spettatori potrebbe trovarlo, come dire, un tantino esagerato. Senza considerare poi che è ben lontano dall’essere un capolavoro di tecnica, vista la semi amatorialità del prodotto che però non preclude l’utilizzo di effettacci interessanti e ben realizzati, come per esempio si può notare durante l’autopsia del cadavere reso tale dall’ebola. 


Ebola che ad un certo punto diventa la protagonista della faccenda, mostrando medici che obbligano a mettere le mascherine, evitare contatti e disinfettare porte, nel mentre in sottofondo vediamo ambulanze che corrono negli ospedali e malati ammassati nei corridoi che si arrangiano come possono. Ecco, questa sequenza, vista ai giorni d’oggi, spezza un attimo la magia del trash per riportarci direttamente alla nostra realtà (anche perché probabilmente alcuni reparti apparivano forse meglio organizzati nel film), ma per fortuna il buon Anthony Wong si riprende il palcoscenico e non lo molla più fino all’eccezionale fase conclusiva. 

Certamente qualche pecca non manca, la realizzazione a volte appare zoppicante e, dopo metà film, il ritmo tende un po’ ad arrancare, ma nel complesso non ci possiamo lamentare. Sangue, vomito, tette, violenza gratuita, nefandezze di ogni tipo, cannibalismo, davvero avete bisogno di molto altro??? 

Giudizio complessivo: 7.8 

Enjoy, 


Trailer



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