The Guest



Regia: Adam Wingard

Un soldato riesce a guadagnare la fiducia di una normale famiglia americana, in recente lutto, rivelando di essere stato amico del loro figlio deceduto in guerra.

“You did the right thing. I don't blame you. Don't feel bad.”

Per ammissione del fedelissimo sceneggiatore di Wingard stesso, un mix tra Halloween e i primi due Terminator, The Guest non è solo l’unanime picco (per ora) insormontabile della carriera del giovane regista statunitense, ma anche un altro motivo per trovare sempre più deludente la Babysitter di McG (che comunque rimane carino, almeno il primo).

Non è infatti una forzatura troppo grossa, scovare similitudini abbastanza strane, tra il già ripieno di influenze magnum opus di Wingard, e beh...l’altro magnum opus di McG (due registi incredibili, capite), più che altro relative a uno dei personaggi meglio riusciti di The Babysitter, come Max


Però non voglio dilungarmi troppo sulla questione, quanto spezzare più lance possibili a favore di The Guest. A partire proprio da Dan Stevens che già ha una faccia di tutto rispetto, ma che in generale ho sempre apprezzato molto, partendo proprio da Apostle. 

E questo è forse uno dei suoi migliori ruoli.

Steve Moore dà tutto e di più nella colonna sonora, e sia Barrett che Wingard sono in controllo assoluto di tensione e ritmo dell’opera. Cosa che non si può sicuramente dire per You’re Next o Blair Witch, e lo dico da estimatore del cinema spazzatura di Wingard (Death Note è l’eccezione…madoo che schifo di merda rega). 

Solid flick, con problemuzzi vari, ma più che godibilissimo. E tra l’altro c’è anche Lance Reddick in sto film, ma che ci fai lì oh????

Buona visione,


Trailer


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