Antebellum: La Recensione del Film



Regia: Gerard Bush, Christopher Renz

Recensione


Il film che, abbastanza inaspettatamente, ha diviso la critica e il webbe, sbarca anche su Recensissimo, in arrivo direttamente da Prime Video

In questi ultimi giorni si è sentito di tutto. Capolavoro, cagata pazzesca, mi aspettavo meglio, wow che figata, niente di che, oh però sto film spacca ecc ecc…tanto che mi ero chiesto se quei simpaticoni di Amazon avessero deciso di rilasciare diverse versioni della pellicola, burlandosi del pubblico e godendo delle svariate reactions in base a ciò che ciascuno avesse visto. 

Ebbene, io mi schiero dalla parte degli entusiasti, non tra quelli che lo elevano al capolavoro del secolo, ma sicuramente tra quelli che lo considerano un film decisamente valido e, in un certo qual senso, sorprendente. 

Prima considerazione. È necessario vederlo a scatola chiusa, senza leggere commenti e recensioni (il 73% di esse sono a forte rischio spolier e forse pure questa, ma in caso, se mai, vi avviso dopo) e senza sapere di cosa si stia parlando, tranne che per quelle due info di base che comunque non inficiano il godimento della pellicola. 


Seconda considerazione. Quando un lavoro, di qualsiasi tipo esso sia, divide così tanto, vuol dire che ha sicuramente qualcosa di importante da dire. Filmetti banali, con scarso appeal e argomenti scarni, abitualmente non tirano via infatti tutto sto polverone. 

Detto ciò, l’attesa era importante, vista anche la curiosità di vedere come se la sarebbero cavata Gerard Bush e Christopher Renz, registi esordienti di cui probabilmente sentiremo ancora parlare. Il lavoro sul comparto tecnico appare infatti di pregevole fattura, con alcune finezze da non sottovalutare, colori accesi molto gradevoli e alcuni spunti paesaggistici da non disdegnare.


Il film si può definire come una sorta di thriller arricchito da sfumature drammatiche e un pizzico di horror (ma poco eh, a dispetto di quanto viene scritto nelle varie schede e descrizioni). Il tema centrale, non ci nascondiamo, ruota attorno alla questione razziale, ed in particolare nella prima parte riesce a risultare piuttosto incisivo, riproducendo in maniera presumibilmente veritiera le condizioni a cui gli schiavi erano sottoposti negli anni che furono. Lo spettatore, quantomeno quello dotato di una minima cognizione della storia, inevitabilmente non rimarrà indifferente, testimoniando la buona riuscita dell’operazione. 

"La sola cosa che abbiamo da perdere sono le nostre catene" 

Janelle Monáe, che per altro vanta diverse pubblicazioni in campo musicale (sulle quali però non sono in grado di esprimere un giudizio, causa incompatibilità col genere 😁) se la cava in maniera più che dignitosa, in un ruolo non certo facile e colmo di insidie. E poi oh, è pure figa…e la faccenda non guasta mai. A farle compagnia, all’interno di un supporting cast che nel complesso non demerita, voglio segnalare in particolare Gabourey Sidibe, nei panni dell’amica Dawn, veramente un personaggio memorabile anche se purtroppo poco sfruttato, principalmente per esigenze di copione. 


Sebbene la questione rimanga nebulosa per gran parte del tempo, non mancano indizi disseminati qui e là su quello che in realtà è successo alla nostra protagonista (strategia che ho apprezzato molto). Una storia che viene raccontata in maniera credibile, con una buona alternanza tra le due vicende parallele, che indubbiamente suscita molteplici interrogativi a chi sta guardando. Ciò anche in conseguenza di quella frase che ormai è diventata una sorta di presentazione per la pellicola… 

"Il passato non muore mai. Non è neanche passato" 

…perché di fatto si gioca tutto qui, dal momento che potrebbe voler nascondere una marea di interpretazioni. Immaginazione, realtà, spazi temporali alterati, ricordi, boh alla fine non vi dico nulla di più perché lo spoiler è in agguato. Mi limito solo a dire che la risoluzione dell’enigma mi trova soddisfatto, anche per il fatto che viene svelato solo alla fine, facendoti arroventare per tutta la durata del film. 


Poi vabbè, qualche punto sistemato un po’ per i capelli non manca e il finale lo avrei pompato un po’ di più, vista la potenza dell’immagine che poteva sviluppare, ma nel complesso il mio appezzamento per Antebellum non è in discussione. 

Chiudo con un’ultima considerazione. Non andate a ricercare significati troppo profondi in questo film, che in fin dei conti, pur abbracciando temi scomodi e ancora attuali, vuol raccontare una storia e lo fa molto bene. Per cui godetevela senza troppe pippe mentali, che di sti tempi non è mai una cattiva idea. 

Giudizio complessivo: 7.7 

Enjoy, 


Trailer



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