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Perdersi: La Recensione del Libro



Autore: Elizabeth Jane Howard

Daisy, drammaturga di successo, vive in un cottage avvolta dalla solitudine. In campagna, un giardino da ricomporre, da far rifiorire, su cui contare per poter rivedere colori e risentire profumi...proprio come la sua vita sentimentale, divenuta un vuoto da colmare da tanto, tantissimo tempo.

Lui la guarda. No. La studia.

Come sempre ha osservato le donne della propria vita. Un uomo dalle tasche vuote, ma abile a scorgere sorrisi accennati, rossori, sguardi ammiccanti. Per Henry le donne non sono mai state un difficile traguardo.

Così ricco di fascino, decide di avvicinarla diventando il suo giardiniere e iniziando a scrivere lettere mirate, in ogni parola, in ogni virgola. La vuole...ad ogni costo. E così la fragilità e il desiderio infinito d'amore renderanno Daisy cieca dinanzi a Henry, oscurandone la vera natura e i reali intenti.

Elizabeth Jane Howard incanta.

Delicata, fragile, pacata.


Una lettura che tocca la dolorosa tematica del plagio, facendo provare tante emozioni con un Henry che ho detestato dalle prime righe con quel suo architettare, studiare, analizzare ogni parola ed ogni movimento e Daisy, per la quale ho provato una tenerezza indicibile. Una diffidenza che si tramuta in un "provarci ancora, nonostante tutto". Nonostante il passato burrascoso, i tradimenti, le bugie...Un darsi di nuovo una possibilità, un abbassare la guardia nella speranza di donarsi ancora col rischio di precipitare di nuovo.

Malinconico, passionale, dolce...

Un romanzo, ovvio...ma fino ad un certo punto, perché questa terribile esperienza di plagio psicologico è stata realmente vissuta da Elizabeth Jane Howard.

Qui il libro

Buona lettura,



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