La Morte Dietro Il Cancello (Asylum)



Regia: Roy Ward Baker

A metà degli anni’ 60 nel giardino dell’Horror britannico nasce un nuovo fiore velenoso: la Amicus

Questa casa di produzione ha una specialità: gli omnibus. Sono film ad episodi, tutti a tema horror con una cornice a fare da collante, spesso come colpo di coda: turisti che si perdono in catacombe, case in affitto dal passato oscuro, tarocchi che predicono futuri mortiferi. 

Quello di oggi è ambientato in un manicomio ed è uno dei più lividi e cupi della serie, complice anche l’ambientazione asettica dove sembra quasi di sentire l’odore di disinfettante e follia. 

Il dottor Martin (Robert Powell pre-Gesù di Nazareth) va a fare un colloquio di lavoro presso l’ospedale psichiatrico di Dunsmoor. Dovrà fare un test: riconoscere il precedente direttore dell’ospedale che è impazzito ed è ricoverato quale paziente. Andrà nelle corsie e ascolterà quattro storie diverse: se lo riconoscerà sarà assunto. 

 

Frozen Fear: Nella prima storia, una donna cercherà di sbarazzarsi della moglie del suo amante. Peccato che la signora abbia l’hobby del voodoo…Come sempre un episodio scorrevole per aprire le danze;

The Weird Tailor: Un sarto alla canna del gas accetta di confezionare un abito con una strana stoffa per un cliente. Scoprirà che questa serve per resuscitare il figlio morto del suo cliente… Il più riuscito, per tema e per la dolce e mesta interpretazione di Cushing quale padre luttuoso;

Lucy Comes To Stay: Barbara ha un’amica capricciosa e combina guai, Lucy; la vedi? E’ nello specchio. Il più esile degli episodi ma ben giocato dal duo Charlotte Rampling/Britt Ekland. Sarà rifatto da Dan Curtis per il suo omibus Trilogia Del Terrore (1975);

Mannequins Of Horror: un uomo afferma di poter trasmigrare la sua anima in pupazzi e poter uccidere… 

L’ultimo episodio è anche parte integrante del twist finale, ben amalgamato e qualcosa di più di un semplice filo conduttore rispetto ai primi prodotti Amicus, con tanto di amaro in bocca. 

Il tema dell’alienazione è ben servito, così come la sottotraccia del rovesciamento finzione/realtà. La regia di Baker è ottima, la mano da mestierante salda. Non a caso in quegli anni ha diretto le sue prove migliori. E questo film è uno di quelle, complice anche la sceneggiatura del veterano Robert Bloch.

Da centellinare.

Buona visione,

Enriorso


Trailer
                          


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