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Laputa - Castello Nel Cielo


Regia: Hayao Miyazaki 

Dopo il successo di NausicaäMiyazaki e Takahata decidono di creare lo Studio Ghibli, e il primo film d'animazione prodotto è Laputa. Il successo è immediato, tanto che poco tempo dopo vince in Giappone nel 1986 il premio come miglior film d'animazione. L'idea di un'isola fluttuante nel cielo venne presa da I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.

SINOSSI

Il film inizia con Sheeta, una ragazzina che si trova in un dirigibile e che viene inseguita da dei pirati. Per sfuggire dalle loro grinfie, si butta dal dirigibile, ma grazie ad una misteriosa pietra che indossa come collana, cade morbidamente tra le braccia di Pazu, un ragazzino che lavora come aiutante di alcuni minatori.

Pazu dopo che scopre che Sheeta proviene da Laputa, una misteriosa isola nel cielo, vuole a tutti i costi riabilitare il nome del padre, che tutti avevano classificato come pazzo quando fu il primo a dichiarare l'esistenza di quell'isola. Così inizia l'avventura di Pazu e Sheeta, che dovranno fare i conti con i pirati e con l'esercito…


ANALISI DEL CARLINO

Il rapporto uomo/natura, è da sempre uno dei concetti sul quale Miyazaki fa spesso riferimento. 

Laputa vede contrapposta l'innocenza di due bambini alla forza oppressiva degli adulti, in questo caso militari. I due giovani sono alla ricerca di una giustizia, Pazu per suo padre, Sheeta per sé stessa e per la natura. Gli adulti sono dei prepotenti, vogliono tutto e subito e distruggono tutto ciò che si trova sul loro cammino.

Per il primo lungometraggio dello Studio Ghibli, Miyazaki dà un volto e un nome al male, Muska, un uomo dei servizi segreti, disposto a tutto pur di raggiungere i suoi scopi. Concepito come l'essere più malvagio di sempre, Muska rappresenta la paura per ciò che è l'innovazione tecnologica. L'isola di Laputa infatti, possiede incredibili poteri, come quella della gravità, poteri che fanno gola a Muska e che vorrebbe per sé per poter essere un Dio. 

Se ci fermiamo a riflettere un attimo, percepiamo la stessa paura oggi per tutto ciò che è il progresso. Chi ci assicura che l'innovazione a lungo andare non potrà diventare nocivo per tutti noi o per la natura? Ci pensate se un solo uomo, avesse la possibilità di avere tutto il potere e anziché usarlo per aiutare il prossimo, decidesse di distruggere il mondo?


Il film è degli anni 80, ma Miyazaki è un vero e proprio visionario, guardava sempre al futuro, attraverso gli occhi di un bambino. Forse perché il mondo apparterrà sempre ai giovani, e forse perché i bambini danno un forte segnale di speranza. Dentro i loro occhi c'è speranza, c'è amore e voglia di vivere.

La follia di Muska si ripercuote sul mondo, ma l'innocenza dei bambini cambia il cuore delle persone. Tant'è che i pirati, si alleeranno con Pazu e Sheeta, e si affezioneranno a loro. Forse perché l'unione fa la forza, forse perché hanno capito anche loro che distruggere il mondo per scopi futili e personali è stupido. Ma la voglia di riscatto che i due bambini hanno, è più forte delle ideologie narcisiste. 

Per evidenziare l'importanza della natura, Laputa viene rappresentata come un'isola deserta, circondata da alberi e abitata solo da alcuni da robot. In un certo senso è come dire che la natura non ha bisogno dell'uomo, ma è l'uomo ad averne bisogno. Laputa è libera dalle contaminazioni umane, e vivendo nel cielo, è più vicina agli essere celesti di qualsiasi essere umano. Laputa è l'isola dove tutti vorremmo vivere, ma ci siamo già sopra senza nemmeno accorgercene. 

Così, pensiamo sempre a quello che avremo, o che potremmo avere, senza viverci quello che abbiamo già. Laputa vuole sensibilizzare le persone per far rispettare la natura. Miyazaki nonostante l'età, guarderà sempre il mondo con gli occhi di un bambino...

Buona visione,


Trailer
 

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