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Mr. Robot


Ideatore: Sam Esmail

Oggi torniamo ad analizzare una serie nella sua interezza. Sì perché è uscita la quarta ultima stagione di questa serie strepitosa.

Mr Robot racconta la storia di Elliot Alderson, un asociale, un escluso, un nerd, uno che odia la società in cui vive, una persona sola che conduce una vita ordinaria svolgendo il classico lavoro d'ufficio. Però questa persona sola è anche un hacker informatico che quando non lavora si occupa di fare del bene. Svela i cosiddetti cattivi hackerando i loro profili e portando alle luce le loro malefatte. Una sorta di vigilante senza costume ma con alle dita una tastiera, di fronte un PC e in testa il suo immancabile cappuccio nero.

                                 

Esprimere la trama solo in questi termini è estremamente riduttivo, ma diciamo che è la giusta introduzione. Da qui in poi la serie diventa tutt'altro e regala più di uno shoccante colpo di scena. 

È parecchio contorta a tratti, bisogna dirlo, ma se avrete la pazienza di andare avanti, tutti i nodi verranno al pettine e ogni domanda riceverà risposta. Io ho guardato le stagioni a distanza di molti anni l'una dall'altra e questo non ha aiutato in certi frangenti a ricordarmi tutti collegamenti. Quindi consiglio di vederla in un periodo di tempo abbastanza breve. Ma nonostante ciò la serie mi ha rubato il cuore. È meravigliosa per realizzazione, messa in scena, storia, personaggi. Semplicemente magnifica.


Il montaggio è strepitoso e accattivante. Le inquadrature sono particolari, non rispettano i canoni solitamente usati. Non sono inquadrature perfette alla Wes Anderson per intenderci. I personaggi spesso non sono al centro ma posti a lato dell'inquadratura. E questo effetto è straniante proprio come lo è il nostro protagonista, che è straniato, asociale, non rispetta le regole precostituite della società. Quindi le inquadrature nella loro imperfezione sono perfette. Ci fanno entrare nel mondo e nel contesto della serie, nel mondo di Elliot

La serie alterna anche metodi narrativi diversi: ad esempio una puntata è girata come una sitcom con tanto di risate in sottofondo (quando la vedrete capirete il perché di questa scelta), una come uno spettacolo teatrale diviso in atti, un'altra ancora è praticamente muta e i personaggi comunicano solo attraverso i messaggi che si inviano tra loro e attraverso le azioni che compiono. E non sono semplici esercizi di stile da parte del regista, sono scelte funzionali per la storia.

Le interpretazioni degli attori sono intense, memorabili e incredibilmente verosimili. Ogni personaggio è concreto, sfaccettato, con i suoi limiti e qualità. Rami Malek nei panni del protagonista dà il meglio di sé, ma tutti sono davvero credibili e azzeccati per il ruolo.


Segnatevi la puntata sette della quarta stagione. Tra recitazione e stile di rappresentazione è una delle puntate che più ho adorato. Persino i dialoghi (più spesso i monologhi) sono eccezionali e iconici. Di quelli che rimangono impressi. San Esmail che scrive e dirige questa serie mostra davvero tutto il suo talento (prima di Mr Robot non lo conoscevo, ma sono rimasto piacevolmente colpito).

L'unica pecca forse sono paradossalmente le musiche che, soprattutto in questa quarta stagione, ogni tanto mi sembravano fuori posto. O meglio, non mi sentivo di condividere la scelta delle musica in certi momenti. Ma è veramente un nonnulla.

Non perdetevi questo gioiellino di serie. È una di quelle fatte talmente bene che fanno ritrovare fiducia nell'umanità.

Giudizio complessivo: 9

Buona visione,


Trailer





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