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Fleabag


Ideatore: Phoebe Waller-Bridge

                          
“Ho questa terribile sensazione di essere un’avida, pervertita, egoista, apatica, cinica, depravata, donna moralmente corrotta che non può chiamarsi nemmeno femminista”.

E’ con queste parole che si presenta al pubblico Phoebe Waller-Bridge, interprete, ideatrice e scrittrice di Fleabag (letteralmente «sacco di pulci»), la serie britannica pluripremiata agli Emmy e ai Golden Globes, prodotta dal connubio tra BBC e Amazon Prime Video. 

La trama si articola intorno alla figura della protagonista di cui, nel corso delle due stagioni, non ne conosceremo mai il vero nome: una trentenne londinese che cerca di sopravvivere ad una famiglia disfunzionale, ai rapporti con gli uomini basati soltanto sul sesso occasionale, ed alla morte della propria migliore amica, Boo, con la quale aveva aperto una caffetteria a tema porcellini d’india.

                           

Ciò che rende Fleabag originale è la rottura, fin dal primo episodio, della quarta parete: la protagonista si rivolge direttamente al pubblico, creando un legame istantaneo ed inscindibile, rendendo lo spettatore complice delle sue disavventure. 

Ma Fleabag va oltre, perché il pubblico non si configura più come un semplice osservatore ed ascoltatore dei suoi giudizi impetuosi su tutto ciò che la circonda, ma diviene la sua coscienza.

I suoi pensieri, le sue critiche, la sua sottile ironia si plasmano con il mondo reale, quello che circonda esternamente lo schermo di un televisore, perché Fleabag è un personaggio universale reso unico dalla mano creativa di Phoebe Waller-Bridge.

Le battute pungenti, il sarcasmo, il cinismo ed il sesso celano, in realtà, la grande sensibilità della nostra protagonista, nel disperato ma fallimentare tentativo di sviare lo spettatore dalla sua sofferenza che rimane come sottopelle.

Una storia di autolesionismo, distruzione, disagio esistenziale, coraggio e bisogno di rinascita con la rappresentazione di temi senza tempo ed una Londra che fa da sfondo.

Fleabag non cerca la sua voce nel mondo, perché il suo monologo è chiaro e forte, cerca solamente un modo per imparare a vivere e non più sopravvivere in un mondo che sembra non volerci.

Buona visione,



Trailer



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2 commenti:

  1. Quanto mi piace Fleabag!È stata la sola a farmi piacere la demolizione della 4 parete, nemmeno Allen c'era riuscito!

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