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Terror Take Away



Regia: Alberto Bogo

RECENSIONE

Ecco un altro esempio di horror di casa nostra che vale la pena sostenere e supportare. 

Terror Take Away è un film horror del 2018 diretto da Alberto Bogo, regista genovese qui alla sua seconda fatica dopo Extreme Jukebox del 2012 e quindi, vista la compaesanità che ci accomuna, mi pareva brutto lasciarmi sfuggire questa pellicola dalla trama quantomeno originale ed interessante 😆. 

Un imprenditore di nome Terence Parode (probabile storpiatura del cognome Parodi, primo per distacco nel capoluogo), fondatore della mitica catena Tinto’s Pizza, si inventa una sorta di gara tra candidati per potersi aggiudicare un contratto a tempo indeterminato. Peccato che la leggenda metropolitana riguardante un portapizze particolarmente legato alle mance (genovese non per caso quindi), inizierà a perseguitare l’allegra combriccola. 


Ciò che salta subito all’occhio è innanzitutto la location (alla quale pure Borghese non potrebbe esimersi dal dare un DIESCI), quella Villa Serra che chiunque abiti nelle nostre zone si è trovato a frequentare almeno una volta per concerti, matrimoni o quant’altro e che qui si addice perfettamente al giochino ideato dal buon Terence. Giochino piuttosto simpatico, con prove divertenti che hanno pure la funzione di far ragionare sulle magagne del nostro sistema, esasperando determinati luoghi comuni e non risparmiandosi velate critiche alla società contemporanea. Da notare, tra le altre cose, il surreale dialogo tra l’imprenditore e l’amante che, nel bel mezzo di una sana trombata, si lasciano andare a disquisizioni inerenti contratti a tempo determinato, Co.co.pro e tirocini.


Dato il budget non esattamente milionario a disposizione della produzione (fattore che chiaramente si nota, ma che non inficia in maniera considerevole il risultato finale), vien da sé pensare ad un cast di attori esordienti o semi esordienti, che tuttavia nel complesso forniscono una prestazione convincente. In alcuni casi il dialetto genovese tende chiaramente a prevalere, risultando quasi piacevole e volto ad amplificare la non esattamente ospitale accoglienza che ci contraddistingue (vedasi per esempio scambio di vedute tra il simpatico custode ed il primo candidato ad entrare nella villa). 

Tra un paio di citazioni (es pizza n.237 non mi pare un caso 😉) e alcune uccisioni interessanti, seppur non mostrate troppo esplicitamente visto probabilmente il ridotto budget citato in precedenza, il film si mostra gradevole fino alla conclusione, mettendo in risalto la figura del villain di turno, Max il portapizze attento alla mancia che, con la sua originalità, riesce a farsi apprezzare più che dignitosamente. 


Chiaro, difetti ce ne sono e ci mancherebbe, però trovo che un’opera del genere vada presa per quello è, un’idea simpatica dove prevale lo spirito cazzarone e che, anche in virtù di una breve durata, si lascia ben guardare strappando pure alcune risate. 

Memorabile poi il conclusivo elogio della pizza dal momento che: 

"La pizza non è solo cibo, è un'idea, un concetto...la pizza è quella cosa che quando sei un bambino rende meno triste la domenica sera...quella cosa che quando guardi un film è importante tanto quanto il popcorn...la pizza è quel genere di cibo che ti tiene compagnia, che porta dentro di sé aspetti ludici e affettivi, pronti a gratificarci ogni volta che diamo un morso a quella pasta...buona o cattiva che sia...perché, come dicevano in un film, la pizza è come il sesso, anche quando fa schifo non è affatto da buttare". 

Film consigliato soprattutto ai pezzenti che non sganciano neanche un euro a chi consegna le pizze, vergognatevi e state all’occhio, che se incontrate Max son tutti cazzi vostri 😆. 

Giudizio complessivo: 7 
Enjoy, 


Trailer


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