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Hole - L'Abisso


Regia: Lee Cronin

Oggi si festeggia Halloween e ci tenevo a pubblicare la recensione di un horror di un certo livello...ma purtroppo mi è capitato Hole – L’Abisso (il cui titolo originale è The Hole In The Ground, forse il primo caso nella storia in cui il titolo italiano non è peggiore dell’originale) e quindi per il film di un certo livello facciamo che se ne parla la prossima volta (spero presto, visto che ho alcuni titoli succulenti in programma).

E sì, perché purtroppo la delusione è molta, seppure le aspettative non erano quelle di trovarci di fronte il nuovo Shining. Ma onestamente non pensavo neppure di trovarmi di fronte a questa robaccia qui, visto che in rete circolano anche recensioni e commenti piuttosto positivi (ahhh quanto adoro la soggettività cinematografica 😁).

Chiariamoci subito, il film non è lammerda più totale, ci sono pure alcuni spunti interessanti, ma già a fine visione ci si è scordati di quello che si è appena visto, perché onestamente non rimane quasi nulla allo spettatore incauto.

La storia non è nulla di originale, con il bambino che litiga con la madre, se ne va a fare un giro nel bosco e torna lievemente cambiato, ricordandomi vagamente ciò che era successo nel sicuramente migliore Honeymoon, anche se lì poi la piega prendeva un andazzo completamente diverso. Ma la sensazione è che i lavori da cui prende ispirazione siano più di uno, dando quasi l’impressione di un copia e incolla riuscito non troppo bene. Qualcuno lo aveva definito addirittura il nuovo Babadook...beh lasciamo stare per cortesia, questi paragoni lanciati giusto per acchiappare spettatori sono sempre un cattivo indizio.


Come dicevo prima però, non tutto è da buttare, il semi esordiente Lee Cronin (di cui si rileva solo un cortometraggio che non conosco, prima di questo film) non se la cava malaccio in regia e riesce a giocare piuttosto bene con un’atmosfera angosciante resa ancor più credibile da un’ambientazione che funziona. Già di per sé infatti, il bosco è una garanzia (basta che non si tratti de Il Bosco 1 dello sciagurato Andrea Marfori), e in più l’idea del sinkhole non dispiace. 

Seána Kerslake poi, nel ruolo della giovane madre, risulta credibile e offre una buona prestazione, ben coadiuvata da un ragazzino in palla e da alcune scene suggestive (una su tutte la proficua caccia al ragno nella camera da letto). Piace anche il cambiamento che la attraversa, durante cui i dubbi sulle sue qualità di mamma tendono quasi a superare quelli relativi alla vera identità del figlio.


Ma tutto ciò non basta a tenere a galla la baracca, perché il coinvolgimento dello spettatore rimane minimo. Non vi è traccia di terrore o ansia e anzi in alcuni punti si accusa una certa lentezza che, in mancanza di caffeina, tende a provocare sbadigli a ripetizione. Siamo d’accordo che non era questo il film in cui terrorizzare con abuso di jump scares o scene splatter ma, vista la pregevole ambientazione, era lecito attendersi un maggiore sfruttamento di questa componente per poter generare angoscia e tensione.

Detto questo, una volta arrivati faticosamente al deludente epilogo, ci si chiede che cosa sia rimasto di questo film e la risposta non può che essere “Quale film?”.

Giudizio complessivo: 5
Enjoy,



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