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Honeymoon


Regia: Leigh Janiak

Recensione 1


Paul e Bea sono una giovane coppia di sposi, innamoratissimi l'uno dell'altra e decisi più che mai a godersi la propria luna di miele in totale intimità, lontano da tutto e tutti. E' così che partono per la campagna canadese, la destinazione è una baita isolata nel bosco, appartenente alla famiglia di lei. I primi di giorni laggiù sono fantastici, tanto amore, scherzi, relax ed un affiatamento che cresce sempre di più. E' il loro sogno. Ma poi qualcosa cambia.. 


Quello che sembra una strano, ma isolato episodio di sonnambulismo che coinvolge Bea dà bruscamente avvio alla seconda parte della pellicola, dominata dai comportamenti di una Bea tanto irriconoscibile e distante da far sospettare a Paul che quella notte sia successo qualcosa di anomalo e forse irreversibile..

HONEYMOON è un film del 2014 diretto da Leigh Janiak. La pellicola costituisce il film di debutto della regista, a 34 anni. 

Il duo che costituisce la coppia dei protagonisti è britannico. Rose Leslie è un'attrice scozzese che dopo Honeymoon ritroveremo in The Last Witch Hunter e Morgan, ma più nota per le sue comparse nelle serie tv Downtown Abbey e Il Trono di Spade; Harry Treadaway, inglese, vanta una maggiore esperienza grazie ai suoi ruoli in Ember, The Lone Ranger e le serie Penny Dreadful e Truckers.


Per gli appassionati dell'horror, l'idea attorno a cui ruota il film e che costituisce il nucleo spaziale dell'intera vicenda, ossia la baita nel bosco, non potrà non ricordare un clichè assai usato (e talora di cui si abusa) in questo genere cinematografico. A partire dal grande classico La Casa fino ai più recenti Quella Casa nel Bosco, Broken – Nessuno Vi Salverà, Wrong Turn e Cabin Fever, solo per citarne alcuni. 

Ma ciò che contraddistingue Honeymoon e che lo rende un film particolare e in qualche modo unico in questo sottogenere, è il quadro psicologico e sentimentale a cui Paul & Bea danno vita, ragazzi con cui non risulta difficile identificarsi, proprio per la loro semplicità. 

Con Honeymoon abbiamo davanti a noi un horror contemporaneo in cui i jump-scare non la fanno da padrone, ma che va assaporato con la stessa dolcezza che ritroviamo nelle parole di Paul quando chiama la sua lei “ape da miele”. 

E poi c'è un finale che non dimenticherete facilmente!!!

Giudizio complessivo: 7.5
Enjoy,


Horror Italia 24


Recensione 2


Discreto film horror, che nasce senz’altro con buone premesse, ma che alla fine lascia un po’ con l’amaro in bocca.

Già la lunga fase introduttiva, dove tutto sembra davvero troppo perfetto, risulta essere leggermente eccessiva e francamente dopo un po’ inizia pure a rompere le palleChiaro è che in questa parte l’intenzione è quella di approfondire maggiormente la conoscenza dei due personaggi principali, su cui si concentra praticamente tutto il film e i due rispondono piuttosto bene, offrendo una prestazione tutto sommato convincente. Sono piaciuti in particolare i confronti urlati face-to-face, quando la situazione ormai sta davvero degenerando e dove i due oggettivamente offrono il meglio, anche se a volte il ragazzo risulta cagacazzi oltre misura.

Certo è che per lunghi tratti non sembra possa succedere molto di interessante (e soprattutto di convincente), fino a quella famosa gitarella notturna nel bosco. Da lì il film cambia radicalmente e l’interesse comincia a salire in maniera esponenziale. I ripetuti “non lo so” della ragazza, uniti al suo sguardo sempre più misterioso e ai suoi comportamenti quantomeno discutibili, contribuiscono a creare un coinvolgimento più che buono e cresce la sensazione che in caso di gran finale la valutazione potrebbe essere davvero buona.



Vi sono anche alcune scene meritevoli, come per esempio quella dell’estrazione sul letto, discretamente disgustosa come disgustosa indubbiamente è quell’orribile bava di cui la regista (molto giovane e qui presumibilmente all’esordio) fa abbondante uso per tutto il film.

La faccia della ragazza poi, quando verso la fine getta l’ancora con tutto il resto attaccato, è piuttosto inquietante e anche l’evoluzione del suo corpo non è malaccio.

Peccato per il finale, perché onestamente non apprezzo molto le decisioni di non offrire spiegazioni adeguate. Chiaro si poteva tranquillamente mantenere un alone di mistero, ma lasciare lo spettatore con tutti questi dubbi ritengo non sia stata esattamente la soluzione vincente.


La giovane regista sembra comunque avere talento e la aspettiamo al prossimo lavoro.



Giudizio complessivo: 6.5

Buona visione e alla prossima,






Trailer




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