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La Casa Dei 1000 Corpi


Regia: Rob Zombie



RECENSIONE

Appena qualche giorno prima della triste dipartita del grande Sid Haig (notizia davvero inaspettata e difficile da mandar giù), mi era capitato di rivedere La Casa Dei 1000 Corpi, opera prima del poliedrico Rob Zombie che, proprio con questo film, cominciava la sua carriera all’interno del cinema horror.

E la iniziava sbattendoci in faccia le vicende della tranquilla famiglia Firefly e andando a comporre quella eccellente tripletta che vedrà poi il suo apice nel meraviglioso La Casa Del Diavolo (non solo il mio film preferito del regista, ma uno dei miei preferiti in assoluto), confidando sempre che il prossimo 3 From Hell non sia da meno (temo sia difficile, ma voglio essere fiducioso).

Facevano quindi la loro prima comparsa il mitico Capitan Spaulding (interpretato dal buon anima Sid Haig), il violento e sufficientemente psicopatico Otis (nei cui panni troviamo il valido Bill Moseley) e poi infine lei…la fantastica Sheri Moon Zombie (e qui il buon vecchio Rob ha messo a segno il suo colpo migliore), che ben si cala nell’intrigante personaggio di Baby Firefly.


Le musiche di Rob Zombie prendono subito il sopravvento e sin dai pregevoli titoli di testa si intuisce che il potenziale c’è e che soprattutto non vedremo qualcosa di banale o anonimo (basti pensare a trovate tipo quella dell’uomo pesce, giusto così per dirne una a caso).


A fare da contorno all’ambientazione malsana e malata predisposta dal regista non è difficile trovare una marea di citazioni sparse qui e là, talvolta fin troppo “citate” mi verrebbe quasi da dire, ma l’aver visibilmente e dichiaratamente esagerato in quel senso, non ne fa una colpa eccessivamente grave.

Purtroppo però il film rimane lontano anni luce da Devil’s Rejects in primis perché, nonostante le belle atmosfere ricreate, il regista si perde in un esagerato abuso di psichedelica e virtuosismi che, se dosati con cura, sarebbero potuti essere una dannatissimo valore aggiunto, mentre così alla fine finiscono per stancare un po’.

Aggiungiamo poi qualche situazione poco chiara e qualche probabilissimo buco di sceneggiatura ad aumentare il rammarico per quello che sarebbe potuto essere e che invece purtroppo non è. Anche perchè, ripensandoci bene, non si capisce esattamente quale direzione voglia prendere Zombie, spaziando tra trash, seriètà, parodia, horror, senza mai dare l’impressione di aver chiaro dove andare a parare. 


Non manca oltretutto una buona dosa di violenza, ma anche qui, spesso non viene mostrata in tutto il suo splendore, lasciandola spesso nell’immaginazione, fattore che non gradisco particolarmente quando il film viene etichettato come horror.

Un buon finale risolleva la baracca, facendo arrivare il film ad una faticosa sufficienza.

Per fortuna, con il seguito La Casa Del Diavolo, Rob Zombie ha decisamente aggiustato il tiro e speriamo che possa ancora migliorare con il prossimo 3 From Hell, senza però scordare altri lavori di pregio sfoggiati durante la sua carriera.

Giudizio complessivo: 6
Enjoy,


Trailer


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