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Una Morte Perfetta


Autore: Angela Marsons

RECENSIONE

Quarto libro che la britannica Angela Marsons dedica alla detective Kim Stone, subito dopo il successo de La Ragazza Scomparsa e appena prima dell’ottimo Linea Di Sangue (che probabilmente resta il mio preferito in assoluto).

La considerazione sul romanzo successivo è doverosa visto che, per un erroraccio imperdonabile, ho invertito le letture degli ultimi due libri, fortunatamente senza patirne troppo le conseguenze dal momento che le storie narrate in ciascun romanzo abitualmente hanno vita propria…e questo non fa eccezione. Certo è che alcune sfaccettature del carattere dei personaggi vengono svelate a poco a poco nel tempo e in ogni lavoro si scopre sempre qualcosa di nuovo, per cui mi preme suggerire il rispetto dell’ordine cronologico nella lettura. In particolare qui aggiungiamo qualche piccolo tassello sulla burbera Kimberly (che se mi sentisse, mi farebbe a pezzi 😁), che ci aiuta a farci meglio comprendere i suoi timori nel relazionarsi con le altre persone, lasciando un piccolo spiraglio che magari verrà esplorato nei futuri lavori.

Ma per adesso il lavoro è l’unica cosa che conta per lei e lo si intuisce sin dalle prime pagine, con i soliti intrighi ed omicidi che non risparmiano, come da consuetudine, dettagli cruenti che contribuiscono a rendere decisamente più vive le immagini dei morti. E i morti qui non mancano di certo, anche per via della curiosa ambientazione che la Marsons ha scelto per l’occasione. 

Lo stile è sempre il medesimo e d’altronde si sa che il concetto di “squadra che vince non si cambia” è assolutamente applicabile a tutti gli ambiti, tanto che ormai sembra quasi di leggere un unico libro, condito via via con nuovi episodi. È chiaro che alla lunga forse la faccenda può stancare, ma per chi invece va proprio in cerca di questo senza troppe pretese, i thriller della scrittrice britannica sono esattamente ciò che il lettore desidera. Crimini, adrenalina, ritmo sostenuto e pochi fronzoli.

Quello che maggiormente distingue Play Dead è l’inserimento della doppia indagine (almeno fino a che tale appare essere) e il coinvolgimento della giornalista Tracy Frost, sulla quale scopriamo molti angoli nascosti del carattere, tutti per altro funzionali all’indagine sulla quale è impegnata la squadra.

Quando poi i pezzi del puzzle cominciano a combaciare l’uno con l’altro, la lettura diventa quasi compulsiva, perché lo scoprire l’identità del killer e la sorte dei prigionieri diventa una delle priorità della giornata, ma non scorderei di menzionare il concetto più ampio che emerge sul finale, quando si pone l’attenzione su come chi subisce violenze da piccolo, non necessariamente debba macchiarsi delle stesse violenze in età adulta .

L’unico appunto che mi sento di fare è forse lo scarso coinvolgimento dei colleghi di Kim, tenuti sempre in secondo o terzo piano, ma d’altronde lo sappiamo che la star è lei e la Marsons anche qui non le nega la copertina (che probabilmente, nella sua ipotetica vita reale, la detective gradirebbe il giusto).

Detto ciò, thriller assolutamente consigliato ai fan della saga e del thriller in generale.

Giudizio complessivo: 8
Enjoy,


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