Sylvia Marie Likens – The Girl Next Door



Sylvia Marie Likens fu vittima di un brutale omicidio dopo essere stata torturata da Gertrude Baniszewski e dai suoi figli. La tortura e l'assassinio di Sylvia Likens, furono etichettati come “Il peggior crimine mai commesso nello stato dell’Indiana".


Infanzia


Sylvia Likens, era la terza figlia dei giostrai Elizabeth Matheson e Lester Likens.

Per via del lavoro e del loro matrimonio instabile, i Likens furono costretti a trasferirsi più volte. Sylvia fece spesso da baby-sitter e da mamma per la sorella minore.

Nel 1965 Sylvia e sua sorella minore Jenny vivevano con la madre a Indianapolis, nell'Indiana, quando quest'ultima fu arrestata e incarcerata per furto.

Lester Likens (da poco separato dalla moglie), predispose per le sue figlie una sistemazione con Gertrude Baniszewski (un'amica di famiglia) ed i suoi 7 figli, chiedendo di tenere d'occhio le sue bambine e pagando una somma di 20 dollari a settimana.


Gli abusi e le violenze


La Baniszewski, soffrendo di depressione e di stress per i diversi matrimoni falliti alle spalle, iniziò a sfogare la sua rabbia sulle sorelle Likens. Focalizzò la sua rabbia soprattutto su Sylvia, inventandosi storie ed accusandola di aver rubato cose.

Paula Baniszewski (la figlia della signora Geltrude), prese Sylvia a calci nei genitali accusandola di essere incinta per causarle danni. Molte furono poi le violenze subite dalla giovane ad opera del gruppo di ragazzi della famiglia Baniszewski e del quartiere; essi spensero sigarette sulla pelle della povera malcapitata, la costrinsero a spogliarsi e le inserirono una bottiglia di vetro di Coca-Cola nella vagina. Dopo averla picchiata costrinsero la ragazza a farle confessare di aver rubato una tuta da ginnastica, obbligandola a non andare più a scuola ed impedendole di uscire di casa.

Quando Sylvia urinò nel suo letto, Geltrude la rinchiuse in cantina proibendole di usare il bagno e costringendola a consumare i suoi escrementi.

La Baniszewski incise inoltre le parole: "I'M A PROSTITUTE AND PROUD OF IT" ("Io sono una prostituta e sono fiera di esserlo") sul ventre della ragazza con un ago bollente. Richard Hobbs (uno dei giovani del quartiere che partecipavano alle violenze), con l'aiuto di Shirley Baniszewski che all’epoca aveva solo dieci anni, utilizzò anche un bullone riscaldato per marchiare la lettera "S" sul petto di Sylvia.

Il 26 ottobre 1965, dopo diversi pestaggi, ustioni e bagni bollenti, Sylvia Likens morì per emorragia cerebrale, shock e malnutrizione. Quando Stephanie Baniszewski e Richard Hobbs capirono che la ragazza non respirava, Stephanie tentò di farle la respirazione bocca a bocca, prima di rendersi conto che non c'erano speranze e che Sylvia era morta.




Condanne


Il 19 maggio 1966 Gertrude Baniszewski fu condannata per omicidio di primo grado, ma fu risparmiata dalla pena di morte e condannata al carcere a vita. Sua figlia Paula, che aveva dato alla luce una figlia di nome Gertrude durante il processo, fu condannata per omicidio di secondo grado e alla reclusione a vita. Hobbs e Hubbard (i giovani del quartiere invitati a partecipare alle violenze) e John Baniszewski (figlio di Gertrude) furono giudicati colpevoli di omicidio colposo e condannati da 2 a 21 anni di carcere.

Gertrude venne rilasciata per buona condotta nel 1985, e, nonostante una protesta pubblica e le petizioni contro il suo rilascio, la commissione per la condotta prese il suo buon comportamento in carcere in considerazione e la liberò. Gertrude Baniszewski cambiò il suo nome in Nadine van Fossan e si trasferì in Iowa, dove morì di cancro ai polmoni il 16 giugno 1990.


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Basandosi su questa storia, lo scrittore statunitense Jack Ketchum, ha scritto un romanzo horror nel 1989 con il titolo The Girl Next Door, da cui poi il regista Gregory Wilson ha trasposto nel 2007 una pellicola horror/thriller con lo stesso titolo del libro, di cui vi consiglio la visione.

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