La Caduta di Casa Usher: Dal Racconto al Film



Quale modo migiore di festeggiare i compleanno di Poe se non con un nuovo episodio di Affinità e Divergenze?! Mettetevi comodi, prendete qualcosa da bere che qui di cose da dire ne abbiamo molte. 

[...] non potevo sormontare il terrore che m'invadeva e si trasformava ormai in angoscia, in un irragionevole incubo che mi oppromeva il cuore [...]

Ci sono pochi racconti al mondo che riescono ad incarnare, in ogni loro aspetto, il terrore e l'orrore più profondi come La Caduta di Casa Usher, pubblicato per la prima volta nel 1839 sulla rivista The Graham's Lady and Gentleman's Magazine e aggiunto ai Racconti del Grottesco e dell'Arabesco e poi ai Racconti del Terrore. E l'autore è ovviamente il grandissimo Edgar Allan Poe.
 

ANALISI DEL RACCONTO 


Mi sembra un po' superfluo dover riassumere la trama di quello che forse è il racconto più famoso di Poe però non si sa mai e quindi ecco a voi un breve riassunto della trama di La Caduta di Casa Usher.

La vicenda si svolge all’interno dell’imponente dimora diroccata abitata dai fratelli Roderick e Lady Madeline Usher, entrambi malati fisicamente fino alla completa follia; una morte improvvisa, un ritorno in vita, una disfatta famigliare. 

La storia della caduta degli Usher e della loro casa è raccontata attraverso gli occhi e le sensazioni di uno sconosciuto narratore, amico della famiglia. 

Prima di parlare del racconto di Poe è bene parlare dell’atmosfera psicologica e delle sensazioni suscitate dalla storia e per parlare di questo dobbiamo scomodare niente meno che il nostro amico Sigmund Freud e il suo breve ma performante saggio Il Perturbante (Das Unheimliche), che prende come esempio di perturbante il racconto di E.T.A. Hoffmann, L'Uomo della Sabbia.

Per FreudHeimlich è tutto ciò che è familiare ma allo stesso celato e nascosto.

Questa ambivalenza di significato si traduce, in letteratura, nella sensazione di paura, spavento o disagio che provocano situazioni familiari ma che per qualche motivo diventano terrorizzanti come ad esempio, la casa, il luogo di calore, tranquillità, sicurezza che però, come in La Caduta di Casa Usher, diventa il luogo della morte, della follia e della distruzione finale. 

Avete mai provato disagio per una situazione ,anche semplice, che si ripete però molte volte di seguito lasciandovi spaesati e impauriti? O il brivido davanti a qualcosa che dovrebbe essere normale e consueto ma che non lo è più? Per esempio io avverto un forte perturbamento alla vista di alcune statue antropomorfe di grandi dimensioni perchè anche se ne riconosco la figura umana continuano a farmi paura e questo è ben spiegato nel saggio di Freud e cioè quanto sia spaventoso il tema del doppio (che siano due figure umane o la somiglianza della figura umana con altro).

Questo è esattamente quello di cui parla Freud ne Il Perturbante e che se ci pensate è alla base di quasi tutti i romanzi o film horror e thriller anche moderni; niente che non sia stato visto e rivisto ma che con autori come Hoffmann o Poe vede il proprio apice. 

[...] Molte persone provano questa sensazione [perturbamento] con la massima intensità in rapporto alla morte e ai cadaveri, al ritorno dei morti e agli spiriti e fantasmi... Con ogni probabilità la nostra paura è tuttora legata all'antica credenza che il morto divenga nemico del sopravvissuto e cerchi di trascinarlo a dividere con lui la sua nuova vita [...] - Freud

Proprio da questa citazione comprendiamo bene da dove deriva il senso di orrore, spavento e malessere che nascono con la storia di Poe. Non solo la casa come luogo di morte ma anche il morto che ritorna in vita, la paura che ne suscita e l’ambiente che riflette questo terrore impossibile da assimilare. 

Poe traduce in parole questo terrore e perturbamento che il suo breve racconto trasmette.

[...] era come un gelo al cuore, un'oppressione, un malessere. E un insidioso e invincibile orrore che abitava il pensiero e lo rendeva sterile e impedito a secondare qualsiasi sforzo dell'immaginazione [...]- Poe

Tutto in Poe è calibrato per trasmettere malessere e disagio al lettore anche nel modo in cui questo racconto è scritto con un narratore senza volto o storia o sembianza alcuna e l’escamotage dell’utilizzo del racconto nel racconto dove ogni frase e sensazione viene tradotta in sensazione fisica tangibile. 

[...] quantunque io non esitassi a riconoscere tutto ciò che vedevo come familiare, esso, per contro, destava in me delle immagini che non lo erano affatto ed erano, anzi, per me, causa continua di stupore [...] - Poe

E questa sensazione di caduta della famiglia Usher si manifesta poi in modo fisico sulla loro stessa dimora, una maledizione di famiglia che contagia tutto quello che la famiglia possiede, le persone come le cose. 

Ma la forza di La Caduta di Casa Usher e della sua trama sta anche in quanto sia riuscito a ispirare musica, cinema e altri racconti, e di quanto Poe sia adattabile a qualsiasi ambito dell'artistico. 

Tra questi racconti, ispirati a Poe e agli Usher,  vorrei prortarne uno alla vostra attenzione, sto palando di Usher II racconto di Bradbury contenuto in Cronache Marziane (1950).

In Uscher II,, ambientato nel 2005, ci troviamo sul pianeta Marte dove William Stendahl fa costruire una nuova Casa Usher, in un momento storico in cui, nel 1975 durante il Grande Rogo tutti i libri che mettevano in moto la fantasia del lettore erano stati bruciati e tra questi anche i libri di Poe. Stendhal farà di tutto per far rivivere i mondi orrorifici creati da Poe per farla pagare a chi ha limitato la fantasia umana. Usher II è un racconto brevissimo, che precede di qualche anno l'uscita del romanzo più famoso di Bradbury, Fahrenheit 451, ma in cui si vedono già alcuni elementi importanti di questo romanzo. 

[...] Non un libro, non una casa, nulla si può creare che direttamente o indirettamente tenda a evocare fantasmi, vampiri, streghe o qualunque altra creatura immaginaria [...]- Bradbury

Anche questo racconto crea una specie di perturbamento nel lettori e sia per gli orrori di cui tratta ma anche qui per il binomio oscuro  del doppio uomo-macchina così caro a Hoffmann

Poe come abbiamo potuto vedere gioca con le sensazioni che popolano gli incubi di ciascuno: morte, ritorno in vita, oscurità, macchine infernali e lo riesce a fare sempre con immensa maestria. +

Il mio consiglio finale è di leggere Poe sempre e comunque, di leggere sicuramente L'Uomo della Sabbia di Hoffmann perchè è un racconto imperdibile ma soprattutto di leggere anche Usher II che è un racconto delizioso in cui si vede tutto l'amore che Bradbury aveva per Poe

Siamo giunti anche alla fine di questo lavoro di unione tra racconto di Poe e cinema di Corman, sono tre i racconti che abbiamo analizzato. Siamo partiti da La Maschera della Morte Rossa, passati per Il Pozzo e il Pendolo e finiamo la nostra trilogia con La Caduta di Casa Usher che per Corman diventa House of Usher (I Vivi e I Morti nella traduzione italiana).

Detto questo vi lascio all'analisi del film di Corman. 

[...] ...si richiuse in un tetro silenzio, sulle rovine di Casa Usher  

Buona lettura, 




RECENSIONE DEL FILM 


Dunque, abbiamo appena visto sopra a cosa può dar vita un racconto di Poe a livello di letteratura, mentre ora è arrivato il momento di analizzare il seguito avuto in campo cinematografico.

La prima trasposizione derivante da questo racconto si ebbe addirittura negli anni ’20, precisamente nel 1928 con il film La Caduta Della Casa Usher, diretto da Jean Epstein, di cui vi si consiglia ovviamente la visione per arricchire la vostra cultura in materia Usher e per godere di un prodotto assolutamente valido.

E poi, dopo qualche altro tentativo che però non riscosse gran successo, nel 1960 Roger Corman decide che è il momento di smetterla con i b-movie (se ne ricordano più di 20 sfornati in 4-5 anni, tra cui alcuni veramente interessanti anche se molti non se li sono filati per nulla) ed iniziare a far sul serio, tuffandosi a capofitto nell’universo di Edgar Allan Poe. E questa sarà per lui una di quelle scelte che, come dire, credo non rimpiangerà.

I Vivi e i Morti (House Of Usher) è quindi il primo lavoro ispirato ai racconti dello scrittore di Boston, andando anticipare altri capolavori del calibro de Il Pozzo e il Pendolo e La Maschera della Morte Rossa (giusto per citarne 2 dei più famosi).

E questi altri due non sono menzionati a caso, perché c’è una cosa, al di là di Corman e Poe che accomuna questi 3 film. Avete già capito a cosa mi riferisco vero? Bravi, avete vinto una pacca sulla spalla, mentre se non ci siete arrivati…beh poco male, vuol dire che vi tocca fare un ripassino. Ah comunque nel dubbio si tratta della presenza di quello che considero uno dei miei attori preferiti ogni epoca, l’istrionico e straordinario Vincent Price.

La sua comparsa, con i capelli ossigenati e lo sguardo interrogativo è da applausi. Non c’è nulla da fare, come entra in scena lui, nessun altro. Poi il sopracciglio ad anticipare ogni singola reazione, la sua mimica straordinaria e il senso drammatico che gli appartiene. Uno dei momenti in cui tutto ciò è rappresentato al meglio, seppur breve, si ha nella reazione quando il giovane Winthrop lo afferra per scuoterlo, con quei Non mi tocchi, non mi tocchi che non possono non fartelo amare.

Tra l’altro, cosa assolutamente da non sottovalutare, Price qui non si prende totalmente la scena, perché Mark Damon riesce in maniera più che dignitosa a tenergli testa, aiutato sicuramente dal ruolo che il suo personaggio assume, ma grazie soprattutto alle sue qualità che, qualche anno dopo, lo vedranno anche alle dipendenze di Mario Bava nell’episodio I Wurdulak contenuto all’interno de I Tre Volti della Paura.


Il racconto di Poe, come poi accadrà coi seguenti lavori, è la solida base di partenza (forse qui maggiormente conservata nella sua originalità), su cui poi lo sceneggiatore Richard Matheson ha lavorato con sagaci aggiunte e modifiche, al fine di costruire un intera pellicola a partire appunto da una storia di poche pagine. Ah già perché proprio la figura di Matheson è un’altra chiave fondamentale dei lavori di Corman (anche se ne La Maschera della Morte Rossa non lo troviamo) e d’altronde la sua carriera rivela prodotti di grande spessore. Da Ai Confini della Realtà (The Twilight Zone), passando per Duel e il Masters of Horror di Hooper (La Danza Dei Morti), fino ad arrivare alla miniserie Cronache Marziane, adattamento dell’antologia di Bradbury di cui abbiamo parlato poco sopra.

L’ambientazione poi è a dir poco eccezionale, con l’immagine iniziale della villa immersa nella nebbia decisamente strepitosa, a cui fa seguito una rappresentazione degli interni sicuramente fascinosa e perfettamente in tema con la storia raccontata. Storia che si snoda agile e senza punti morti, accompagnata da meravigliose musiche a cura di Les Baxter, che ritroveremo poi presente anche ne Il Pozzo e il Pendolo.


La componente orrorifica, seppur non regalando guizzi di clamoroso spessore, si fa sentire in diversi punti, in particolare nelle immagini della donna che muove le dita prima di finire dentro la sua bara o di quando caccia fuori la mano insanguinata per tentare di riprendersi il suo posto, e viene sfruttata per dar vita ad uno di quei temi tanto cari sia a Poe che a Corman, ovvero il seppellimento prematuro, a cui hanno dedicato diverse opere (tra cui quella del racconto e film omonimi ma che, data l’assenza di Price, abbiamo deciso di non cacare di striscio).

L’atmosfera lugubre e claustrofobica ci accompagna per tutta la durata del film, regalandoci anche alcune scene davvero pregevoli, una su tutte quella onirica dell’incubo del giovane, veramente un pezzo pregiato della pellicola che dimostra, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, quanto Corman ci sapesse fare. Per altro quella sequenza ricorda anche molto quelle dei flashback visti ne Il Pozzo e il Pendolo, che indubbiamente ha tratto molta ispirazione da I Vivi e i Morti.

Un inizio quindi col botto che, nei lavori futuri, andrà addirittura a migliorare

"And the deep and dank tarn closed silently over the fragments of the house of Usher"

Enjoy,


Trailer


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