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Annabelle 2: Creation


Regia: David F. Sandberg


RECENSIONE

Oh ma cos’è questa storia che già si parla di Annabelle 3 (e ormai ci siamo, visto che l’uscita è prevista per il 3 luglio) e io ancora non ho visto Annabelle 2???

Dopo essermi quindi vergognato a sufficienza, eccomi giunto alla fine della visione e nel complesso posso ritenermi soddisfatto, anche in virtù del mio grande apprezzamento per l’Universo Conjuring e per tutto ciò che più o meno direttamente gli gira attorno.

Un po’ di remore tuttavia le avevo, sia per il fatto che James Wan anche qui produce (e immagino supervisioni) e non dirige, ma soprattutto perché in cabina di regia è presente invece tale David F. Sandberg che avevo già avuto il dispiacere di disprezzare nello scadente Lights Out e che quindi non mi lasciava esattamente tranquillo (anche perché lo sappiamo tutti che fine ha fatto Tranquillo).

L’inizio tuttavia è bello cattivo ed inaspettato e fa ben sperare, facendo affiorare il dubbio che forse Lights Out è stato solo un passo falso dovuto all’inesperienza (era di fatto il suo esordio e quindi ci può stare).

L’ambientazione nella casa è molto suggestiva e fa da buon contorno a tutta la vicenda, generando quelle atmosfere un po’ retrò che in un certo senso mi hanno ricordato un po’ Hereditary (oltre che chiaramente i 2 Conjuring). 


A suggellare il tutto poi ecco comparire lei, la regina di casa, Annabelle, per la quale ho sempre avuto un debole che me l’ha fatta apprezzare sia più di Chucky (in tutte le sue forme ed evoluzioni) che di Billy di Dead Silence (Billy il pupazzo di Saw invece resta inarrivabbbile). 

Chiaramente è lei la figura chiave del film ed il mio apprezzamento nei suoi confronti non può che far partire la valutazione da un buon livello iniziale, ma pure le bambine devo ammettere che hanno fatto un buon lavoro, risultando credibili e non eccessivamente fastidiose come spesso accade ai protagonisti under 14 (ma spesso anche a molti over 18 a dire il vero 😆).


Un po’ di tensione si riesce a respirare e troviamo pure alcune scene piuttosto meritevoli, ma se devo fare un piccolo appunto avrei preferito che si spingesse un po’ di più sulla faccenda “paura” e lo dico perché i presupposti c’erano tutti visti i diversi jump scares che sono stati piazzati al punto giusto e al momento giusto. Quello che intendo infatti non è tanto l’idea di aggiungere altre situazioni di “salto sulla sedia”, ma di forzare di più quelle presenti perché, se così fosse successo, avremmo potuto parlare di un film piuttosto spaventoso, visto che era ben strutturata la cosa. Ma di sti tempi non lamentiamoci troppo, che si è visto ben di peggio.

Per quanto riguarda la storia poi, è chiaro che non è quello il punto forte, alla fine succede quello che deve succedere senza troppi arzigogoli, ma del resto più di questo non era richiesto. Molto apprezzato invece il collegamento finale con il primo Annabelle e la comparsa di Valak ad anticipare l’uscita di The Nun.

Detto ciò aspettiamo fiduciosi il terzo capitolo.

Giudizio complessivo: 7
Enjoy,



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