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The Perfection


Regia: Richard Shepard


RECENSIONE

Oh ci sarà mica scappato il filmone???

Stavolta mi sa di sì e ne sono molto sollevato, visto l’ultima delusione patita con la visione del pessimo film sulla Llorona.

L’inizio è già inquietante con le continue riprese della vecchia deceduta che danno inizio alle danze e che ci condurranno all'interno di un incubo che viene risvoltato come un calzino in più di un’occasione e che non si fa mancare davvero nulla.

Tutto il film, non si può negarlo, ruota attorno al rapporto tra le due protagoniste, un valore aggiunto che sin dalle prime battute indirizza la pellicola nella giusta direzione. Allison Williams l’avevamo vista in Get Out e, se già allora mi ero innamorato di lei, vi lascio immaginare cosa possa essere successo adesso, mentre Logan Browning (che non avevo mai incontrato prima d’ora) si è mostrata sin da subito un concentrato di sensualità difficilmente eguagliabile. Tanto che ad un certo punto mi sono chiesto “Pensa un po’ che bomba se queste due finissero a letto assieme?”…e come per magia boom, eccoci accontentati (e non fate finta di niente, perché chi prova a negare di essere rimasto “colpito” dalla faccenda è meglio che si faccia vedere da uno bravo).

Ma apparte questo (che comunque non è poco), ciò che soddisfa maggiormente è l’ottima prova recitativa fornita da entrambe, che non esitano a caricarsi il film sulle spalle, uscendone assolutamente da vincitrici indiscusse.


L’interesse dello spettatore si fa subito tangibile, e viene mantenuto elevato grazie ad una serie di plot twist che non solo ribaltano la storia, ma che consentono di spaziare tra dramma, body horror, rape and revenge e splatter, mantenendo però sempre quella credibilità che proprio questa scelta azzardata avrebbe potuto minare in caso di utilizzo sconsiderato.

Il tutto viene reso possibile da una regia che piace molto (a cura di tale Richard Shepard, da non confondere con Fin Shepard mi raccomando 😉) e che permette la realizzazione di alcune scene veramente pregevoli. Due su tutte vale la pena di ricordare (per adesso), prima l’intera sequenza del viaggio in autobus, dove l’ansia la fa da padrona grazie anche alla bravissima Logan Browning, e in secundis quella iniziale dove la musica delle due ragazze si fonde brillantemente con il piacere a cui proprio la musica ha dato origine.


La seconda parte, se vogliamo essere pignoli (e in fin dei conti lo sono) perde forse un po’ di incisività con le faccende dell’Accademia che tra l’altro potrebbero far risultare un pelo eccessive le reazioni approntate da Charlotte per tentare di far uscire dal giro la sua nuova amica. Ma tale supposizione viene presto accantonata quando l’ultimo colpo di coda fa esplodere tutta la voglia di vendetta, dando così il benvenuto a quella componente splatter che, unita alla violenza psicologica, fa chiudere perfettamente il cerchio.

Che poi, se la analizziamo per bene, la storia non è niente di così originale, ed è proprio per questo che il lavoro fatto assume un valore ancora più elevato. Perché è il come viene messa giù e l’empatia che riesce a trasmettere che risulta vincente, con quel richiamo alla ricerca della perfezione che non può non ricordare il celebre “I was perfect” dell’eccellente Black Swan.


E poi c’è il finale, con quel duetto fantastico che trasmette l’ultima emozione del film e che per un momento mi ha rimandato all’immagine finale di Requiem For A Dream con il buon Jared Leto sdraiato sul lettino.

Devo quindi convenire che, dopo una serie di lavori non troppo convincenti, Netflix non si pone limiti televisivi e ci regala un film decisamente all’altezza. Ciò trova conferma anche nel fatto che, dopo circa 1 milione di horror visti in carriera, complice anche una lunga serie di neuroni bruciati in gioventù, di un buon 999 mila non ricordo neppure la trama, mentre questo difficilmente riuscirò a dimenticarlo in tempi brevi.

Giudizio complessivo: 8
Enjoy,


Trailer


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