Requiem For A Dream




Regia: Darren Aronofsky

Requiem For a Dream, il capolavoro di Darren Aronofsky, un film che ti appassiona, ti distrugge psicologicamente, ti appassiona nuovamente, ti intriga e ti fa incazzare, così durante tutta la sua durata, in un vortice di emozioni che non te le scordi facilmente e che ti accompagnano anche per molto tempo dopo la visione.

Tutto ruota intorno ai 4 personaggi principali, in un viaggio che li porta brevemente da un’illusoria ascesa e soddisfazione personale ad una rovinosa caduta verso l’autodistruzione. La droga può considerarsi decisamente una coprotagonista della vicenda e accompagna in un modo o nell’altro tutti i soggetti coinvolti, mettendone in luce tutte le debolezze.

Ellen Burstyn, nei panni della casalinga vedova è incredibile, una prestazione veramente da Oscar (spiace che non l’abbia vinto nonostante la nomination e a questo punto mi piacerebbe sapere chi se l’è aggiudicato); la sua vicenda è forse quella che rimane maggiormente impressa, non solo per la sua straordinaria interpretazione, ma anche per il come viene colpita da una dipendenza forse meno convenzionale delle altre all’inizio, ma che in fin dei conti la condanna ad una delle fini peggiori tra tutte quelle destinate ai protagonisti. Eh sì perché, senza spoilerare troppo, è chiaro fin quasi da subito che per il lieto fine è opportuno rivolgersi da altre parti, qui non c’è proprio spazio e oggettivamente non potrebbe essere diversamente.


Jennifer Connelly è semplicemente straordinaria, impossibile non innamorarsi di lei, mentre il povero Jared Leto non se la cava così male, dimostrando che farebbe bene ad abbandonare in fretta il mondo della musica e quella band di emo del cazzo, per dedicarsi interamente al cinema.



E, speranza ancor più grande, è quella che al cinema ci si dedichi ancora per molto tempo il buon Darren Aronofsky, perché in mezzo a tutto quello che si è detto prima, non ci si deve scordare che il film vanta una regia a dir poco accattivante (non la definirei perfetta solo perché non ho le competenze), ricca di finezze tecniche che la integrano perfettamente con la frenesia del momento e dei personaggi.

Applausi.


Giudizio complessivo: 9.3
Buona visione e alla prossima,

Luca Rait




Trailer




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