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La Llorona - Le Lacrime del Male


Regia: Micheal Chaves


RECENSIONE 

Ero molto incuriosito dalla visione di questo film, sia per la leggenda che ruota attorno alla figura della Llorona (e qui le cagate prodotte ultimamente in merito a queste robe qui avrebbero dovuto mettermi maggiormente in guardia), sia per la presenza di James Wan, per il quale nutro una grande ammirazione, ma che quando non dirige e si limita a produrre spesso contribuisce alla realizzazione di prodotti non esattamente entusiasmanti (vedi per esempio Lights Out).

Tra l’altro, pur provando a non leggere nulla, ero incappato in giudizi piuttosto negativi e, ahimè, mi tocca confermarli in toto.

Il film non riesce infatti a catturare lo spettatore in nessun modo, neanche nelle fasi iniziali quando almeno sarebbe previsto un minimo di coinvolgimento, al fine di poter proseguire la visione senza guardare continuamente il tempo che manca alla fine.

L’unica soluzione che regista, sceneggiatori e tutto il contorno, sembrano aver pensato per poter portare a casa il risultato è quella di giocare molto sull’effetto jump scare, che per carità in un film horror è sempre cosa gradita (almeno al sottoscritto), purché sia realizzata in maniera convincente. E qui, manco a dirlo, siamo lontani dall’accettabilità, in primis perchè se ne abusa troppo (ovvio se non hai molte altre frecce al tuo arco), ma soprattutto perché spesso vanno a comporre scene decisamente telefonate che di conseguenza non ti fanno neppure sobbalzare di mezzo millimetro anche se sei al buio, con le cuffie ed il volume pompato quasi al massimo. 


È chiaro che se giri un angolo dove al 99% c’è la possibilità che ci sia qualcuno o qualcosa che ti faccia bubusettete, e poi ciò accade davvero dopo una lunga fase preparatoria che ti sta proprio annunciando che il bubusettete è in arrivo, dopo anni e anni di horror non puoi pensare di colpire un appassionato del genere. Consiglio quindi a tutta la cricca, in vista del prossimo lavoro, di guardarsi Two Sisters ed in particolare la scena del lavandino, così magari vi evitate il cazziatone.

Aggiungete a tutto ciò la noia mortale che non vuol proprio saperne di portare via i coglioni, alcuni momenti a dir poco ridicoli (vedi per esempio episodio dell’esorcismo), dialoghi che definire imbarazzanti è quasi un complimento e un trucco che, seppur non da buttare, di certo non sarà ricordato a lungo.


Le uniche note positive riesco a trovarle in una regia che nel complesso non dispiace nel suo aspetto più tecnico e nel collegamento con Annabelle, giusto per ricordarci che siamo sempre all’interno di quel famoso Universo Conjuring che tanto sta appassionando nell’ultimo periodo.

Ma ovviamente non basta.

Giudizio complessivo: 4.5
“Enjoy”,




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