The Deadly Spawn: La Recensione del Film



Regia: Douglas McKeown

Allora, quando vedi una locandina del genere, mi spieghi come fai a non guardarti immediatamente il film???

E infatti anche qui non ho esitato, perché The Deadly Spawn è uno di quei lavori che gli appassionati del genere b-movie non possono perdersi. La suddetta locandina infatti non mente (e quelle degli anni ’70 e ’80 erano davvero un passo avanti, a volte pure troppo), per cui tutto quello che ci viene mostrato su di essa comparirà anche nella pellicola. Sottolineo questo perché è già capitato di incontrare poster con raffigurati mostrazzi clamorosi e poi dopo non si vedeva un cazz, ma non è questo il caso.

Brevemente la trama. Un meteorite decide di cadere sulla terra portandosi dietro alcuni mostri dai denti aguzzi, affamati e in grado di riprodursi con una velocità spaventosa. Sfortunatamente per gli abitanti, gli intrusi si insedieranno nella cantina di una casa e da lì sarà l’inizio di un bel casino.


The Deadly Spawn resta ad oggi, almeno da quello che mi è parso di capire leggendo in rete, l’unico lavoro diretto dal pregiatissimo Douglas McKeown, che forse qui ha sparato tutte le sue cartucce restando privo di ispirazione per tutti gli anni a seguire. E già che parliamo di anni, ricordo che film uscì nel 1983, e i favolosi ’80 si notano immediatamente, sia dalle acconciature che soprattutto dalle musiche di accompagnamento, assolutamente in tema col periodo.


Il fatto che McKeown e company non potessero godere un budget esorbitante lo si nota subito, sin dal principio con quel meteorite di una fintaggine (si dice??) che più di così non si può, e proseguendo poi con una realizzazione decisamente grossolana, che però non scade mai nel troppo imbarazzante, anche in virtù di quel desiderio di non prendersi troppo sul serio evidenziato costantemente durante lo scorrere delle immagini.


Gli effettacci sicuramente artigianali risultano quindi nel complesso piacevoli e contemplano svariate secchiate di sangue fintissimo gettate un po’ a casaccio sui muri durante i primi attacchi. I mostri, in un primo momento, non vengono mai inquadrati direttamente, lasciando allo spettatore solo l’inquadratura di alcune ombre ed il timore di non vederli proprio; ma in seguito si recupera alla grande non temete. I piccoli in particolare li ho trovati assolutamente graziosi e la scena dell’assalto alle vecchie è a dir poco strepitosa.

Chiaro, qualche impaccio nella realizzazione inevitabilmente c’è, ma non si può pretendere troppo, perché in fin dei conti il suo dovere lo svolge dignitosamente, avvalendosi chiaramente di diverse citazioni più o meno dichiarate ed essendo potenzialmente a sua volta una fonte di ispirazione per chi si cimenterà col genere in futuro.

Poi vabbè per il resto la trama diventa praticamente inesistente, in un gioco alla sopravvivenza, ed il finale col mostro-montagna probabilmente è un po’ troppo anche per me, ma chissenefrega, non mi stancherò mai di queste robe qui.

Da vedere, ma con moderazione.

Enjoy,


Trailer



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