Le Lune Nere: La Recensione del Libro



Autore: Lucio Fulci

Lucio Fulci nella sua vita ha fatto molte cose: oltre a dirigere film, infatti, ha anche lavorato come sceneggiatore, produttore, attore e, abbandonando il lato cinematografico, ha anche scritto canzoni e 2 libri.

Ecco, di questi 2 libri, oggi solo uno è reperibile (Le Lune Nere appunto), mentre l'altro probabilmente si può trovare soltanto in qualche mercatino dell'usato o in qualche biblioteca. Ma adesso parliamo de Le Lune Nere.

Questo libro è una classica raccolta di racconti che cerca di fare provare paura e terrore ma che, ahimè non ci riesce. Dei 10 racconti presentati solo 2 mi sono piaciuti un sacco: sto parlando di Contestazione e Porte del Nulla.

Nel primo racconto troviamo come protagonista un feto che sta comodo comodo nel liquido amniotico e che non vuole nascere. Ciò che inquieta non è tanto questa premessa, ma come viene messa in scena, con delle azioni che si riflettono davvero sulla vita quotidiana (come i calcini nella pancia) e delle riflessioni pre-nascita sul mondo esterno, riflessioni che celano forse anche una piccola critica sociale.


L'altro racconto invece, a chi conosce il cinema di Fulci, può dire qualcosa, perché in effetti è il soggetto del suo ultimo film, Le Porte del Silenzio. Questo racconto parla di un uomo che mentre guida incontra davanti a sé sempre lo stesso carro funebre. Senza dubbio, questa è la parte più bella del libro, perché mi ha ricordato le atmosfere di alcuni racconti di Stephen King e perché ha un colpo di scena bellissimo, anche se molto prevedibile. Però c'è da dire che mentre si legge, l'ansia sale lentamente e quindi riesce nel suo intento.

Gli altri racconti presenti invece sono un po' deboli, da alcuni che sembrano scritti da bambini, ad altri che invece sembrano sceneggiature non adatte ad essere narrate con i mezzi letterari (tra questi il secondo soggetto alla base di un altro suo film, Voci dal Profondo). Certo, questi racconti hanno alcune belle trovate, ma portano spesso a dei finali aperti che andrebbero bene se fossero creati come quelli di Lovecraft, ma Fulci non è Lovecraft e quindi il risultato è davvero mal riuscito.

Quindi mi sento di consigliare il libro solo agli amanti di Fulci perché più che imperdibile, lo trovo solo un libro debole e degno di essere collezionato e mai più aperto, se non per dargli uno sguardo veloce.

Più che altro, vi consiglio di guardare i film di Fulci (almeno lì c'è molta carne al fuoco, anche se con alti e bassi) perché cinema italiano così non lo vedremo mai più.

Giudizio Complessivo: 5


Buona lettura,



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