The Last Czars: La Recensione della Serie TV




La docu-serie racconta brillantemente l’ascesa al potere di Nicola II Romanov, fino al tragico sterminio che segna la conclusione di una dinastia che, per tre secoli, aveva dominato la Russia.

L’improvvisa scomparsa del padre coglie tutti di sorpresa. A Nicola tremano i polsi. Non è pronto a ricoprire un ruolo tanto importante. Diventare zar di tutte le Russie significa avere il mondo in mano e sulle spalle, è un potere designato direttamente da Dio e al quale non può sottrarsi. Ancora in lutto, prende in moglie Aleksandra e due anni dopo, nel 1896, viene incoronato ufficialmente. Ma segni di cattivo presagio, tragedie e sventure sono sempre dietro l’angolo. E il suo carattere troppo debole e influenzabile non gli consente di gestire adeguatamente la situazione. Così, il quadro politico crolla spaventosamente e lo zar si guadagna presto l’ostilità del popolo.


Con il passare del tempo la coppia darà alla luce quattro figlie, ma è necessario l'erede maschio per stabilire la continuità della dinastia. Nel 1904 nasce Alessio. Ma è una gioia destinata a spegnersi. Lo zarevic ha ereditato l’emofilia, che lo espone al rischio di gravi emorragie interne e non. Anche una ferita può essere letale. Mantenendo il massimo riserbo sulla questione, i Romanov sembrano sempre più chiusi in una bolla, fin quando nel 1907 Alessio rischia la vita. Disperati, aprono le porte al mistico siberiano Rasputin, ribattezzato come “il diavolo santo”. Orgie. Sesso. Stupri. Grigorij Rasputin pensa di ottenere la salvezza divina mediante il peccato, e sarà questo ad accrescere il suo appetito sessuale.

Carismatico ed emblematico, conquista subito la fiducia di Nicola II ma soprattutto della zarina Aleksandra, che vede in lui la personificazione di Dio in quanto l’unico in grado di salvare il figlio malato. Lo starec diventa così il consigliere migliore dello zar fino a sottrargli quasi il potere. La rovina è sempre più vicina, ogni decisione porta la Russia al crollo. Ironia della sorte: Nicola, che non voleva neppure governare, ha dovuto fronteggiare due grandi rivoluzioni che lo metteranno con le spalle al muro.


Nel 1916 Rasputin viene assassinato, ma non prima di aver lanciato una maledizione contro la famiglia imperiale: morirete tutti. Dopo l'abdicazione dello zar, l’avvento della rivoluzione d’ottobre e la salita al potere di Lenin, la situazione precipita. I sovietici lo vogliono morto. Dopo mesi di prigionia ad Ekaterinburg, la notte tra il 16 e il 17 luglio del 1918 l’intera famiglia viene barbaramente fucilata. Uno sterminio crudele che ha segnato la fine della dinastia dei Romanov dopo trecento anni di dominio sulla Russia.

La docu-serie, articolata in sei episodi, racconta minuziosamente le vicende di quel ventennio che ha visto Nicola II a capo di tutte le Russie. È interessante seguire le sue orme, ma soprattutto quelle di Rasputin, che dal niente è arrivato a serpeggiare nell’impero di San Pietroburgo come un fantasma, acquisendo sempre più potere.

Gli eventi sono discussi e commentati da esperti storici, che guidano lo spettatore in questo viaggio a ritroso, arricchendolo di curiosità e informazioni. Come la leggenda che ruota intorno all’ultima figlia dello zar.

La visione è assolutamente consigliata!


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