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Summer of 84


Regia: François Simard, Anouk Whissell, Yoann-Karl Whissell

Film molto convincente che si destreggia abilmente tra teen comedy, thriller e horror, e che saprà intrigare anche quello spettatore che, forse nelle prime fasi, potrebbe storcere il naso di fronte a quella che potrebbe sembrare una commediuola da due soldi.

Troviamo infatti questa banda di 4 ragazzini che non fanno esattamente nulla per apparire non odiosi e che scorrazzano nel loro paese come se nulla fosse, rimandandoci quindi alle vicende di Stranger Things o di IT. Ma qui non c’è nessun clown a terrorizzare i suddetti pargoli, solo un serial killer che si diverte a rapire e togliere di mezzo i loro coetanei. I sospetti di uno dei 4 si rivolgono tutti al pacioccone vicino di casa, nonché poliziotto, ma ci avrà visto lungo o sarà qualcun altro in realtà a terrorizzare gli abitanti di Cape May?


Son dovuto ricorrere a queste poche righe di introduzione alla trama, perché proprio su questa domanda si basa tutto il film, sul tentativo dei ragazzini di recuperare prove che possano dimostrare o escludere il loro sospettato dalla lista degli indiziati, roba che non si vede neppure nei peggiori Law & Order di New York.

L’ambientazione ottantiana è resa molto bene, sembra proprio di vivere in quegli anni (un’unica cosa, ma l’obbligo di indossare le cinture di sicurezza in auto c’era già all’epoca in USA?) e per questo voglio fare un plauso ai tre registi, quelli del trio RKSS, già capaci di farsi applaudire con Turbo Kid e qualche anno prima con il fantastico corto splatteroso Bagman – Operation Massenmord (anche se qui c’erano solo due di loro insieme ad un terzo che non so che fine abbia fatto), che consiglio di recuperare subbbito.

Plauso che si meritano pure per essere riusciti, con il passare del tempo, a mitigare l’astio nei confronti di questi ragazzotti, quasi che alla fine riesci forse per un secondo a poter pensare di fare il tifo per loro, grazie anche molto probabilmente alla presenza della vicina di casa patata (tale Tiera Skovbye, complimenti alla mamma 😃) che si aggiunge alla comitiva, facendo subito maturare la considerazione che se avessero continuato a spiare lei anziché il presunto serial killer forse ne sarebbero usciti tutti un pelo meglio.


L’indagine tuttavia si mantiene sempre intrigante, accompagnata da musichette sapientemente piazzate al posto giusto nel momento giusto e consente al film di scorrere via veloce anche se non succede praticamente nulla per buona parte della durata dello stesso. 

Ad aiutare tutto ciò abbiamo il buon poliziotto Wayne Mackey, ben interpretato da Rich Sommer che riesce, sin dalle prime battute, a convogliare in unico personaggio la bonarietà del bravo vicino e la sadicità del peggior serial killer, tanto che un attimo pensi che sia lui davvero il responsabile e un attimo dopo invece no (a dire il vero un’idea uno se la fa, ma non mi va di spoilerarmi subito così, per cui devo temporeggiare un attimo). 


Via via che le indagini si avvicinano alla conclusione sale pure la tensione, che raggiunge il massimo durante l’operazione in cui entrano nella casa alla ricerca delle ultime prove schiaccianti e dei corpi (o dei superstiti) forse ancora presenti al suo interno. 

Certo in alcuni casi accadono episodi relativamente difficili da poter giudicare plausibili, ma nel complesso la storia tiene bene fino al buon finale, con la versione 2.0 del giochino “caccia all’uomo” e con la scelta finale, che non posso chiaramente svelare ma che si lascia apprezzare per la scelta di dover lasciar vivere lo sconfitto nel terrore per i restanti giorni a venire.

E a questo punto chissà se ci scapperà un sequel..

Giudizio complessivo: 7.7
Enjoy,


Trailer


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