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Cam


Regia: Daniel Goldhaber

RECENSIONE

Film piuttosto interessante, che all’inizio mi intrigava non poco, che durante la visione ha rischiato un paio di volte di virare verso la celeberrima cagata pazzesca e che alla fine si è rivelato un buon prodotto di intrattenimento con alcuni spunti di riflessione sensati ed apprezzabili.

Non nascondo che ho sempre apprezzato i lavori che riguardano più o meno direttamente il mondo virtuale (anche se in realtà poi sto ancora aspettando il filmone che mi faccia ribaltare dalla sedia), sia esso youtube, facebook, skype o qualsiasi altro mondo alternativo dove oggi si consumano le vicende della maggior parte degli smanettoni social dipendenti e che non sto nuovamente a ripetere (tanto li potete leggere nella recente recensione di Searching). E questo Cam, disponibile su Netflix, si inserisce direttamente tra quelli meglio riusciti.


In questo caso viene esplorato il modo delle sexy cam, esattamente quelle che si aprono a migliaia mentre navigate sull’internet a caccia di streaming, film, programmi, porno o magari proprio a caccia di queste cam, dove ragazze di tutti i tipi e per tutti i gusti intrattengono gli spettatori con spettacoli di tutti i tipi e per tutti i gusti (quasi sempre a sfondo sessuale chiaramente).

Risulta quindi inevitabile che i contenuti siano a volte piuttosto espliciti, per cui se siete amici di Adinolfi o magari proprio Adinolfi stesso, è chiaro che vi sconsiglio la visione. Ma oltre a questo non mancano alcuni effettacci di buon livello che vanno in parte a giustificare l’appartenenza del film al genere horror, anche se in realtà sarebbe più giusto definirlo come un techno-thriller. In particolare mi riferisco al trucco del taglio della gola nelle prime fasi e all’auto distruzione finale del naso (cazz ho sentito una fitta pure io alla seconda botta).


La protagonista della vicenda è appunto una ragazza che, dopo aver scalato le classifiche di popolarità del sito dove intrattiene il pubblico sbavante, si vede un bel giorno rubato l’account da una sua sosia che incredibilmente trasmette i suoi spettacoli proprio dalla camera della ragazza. È chiaro che con una premessa del genere la curiosità di capire come andrà a finire è tanta, così come del resto inizia ben presto a farsi strada la possibilità che viri tutto verso qualche pasticcio inconcludente. Ma alla fine, uno ci pensa e si convince che mal che vada un paio di tette e qualche culo alla fine lo si è visto e tutto sommato sarebbe potuto andare peggio. 

Dietro il volto della tenera Lola c’è la bella e brava Madeline Brewer, che si cala bene nella parte (forse anche troppo, chissà che non potrebbe avere un futuro nel settore) e sfodera un’ottima prestazione. Da ricordare per esempio il momento della doppia chat dove la vera Lola piange disperata e la finta Lola esulta per l’entrata nella top 20, oppure anche lo spettacolo con pistola annessa.


È chiara poi l’intenzione del regista di evidenziare la parte negativa dell’universo cam-girl e più in generale della caccia sfrenata ai “like” che sta contagiando la popolazione dei giorni d’oggi. Certo in questo caso dietro ai like si nasconde un giro di soldi che appare notevole e tenta di giustificare in qualche modo la battaglia intrapresa per scalare posizioni nelle classifiche di popolarità del sito in questione. Sito che, ci scommetto una birra, siete andati a cercare per vedere se esiste davvero.

La riflessione poi si estende anche ai cosiddetti furti di identità, che potrebbero colpire chiunque, io che carico recensioni sul sito, voi che fate video su youtube o che fate spettacoli hard sull’internet, senza trascurare la dipendenza che questo universo genera, e che possiamo trovare nel finale.

Al di là di tutto ciò, il film si fa apprezzare anche per un buon intrattenimento che, grazie ad un ritmo soddisfacente, non annoia e si fa seguire più che dignitosamente.

Giudizio complessivo: 6.8
Enjoy,




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