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German Angst


Regia: Vari Registi

RECENSIONE

Antologia horror di stampo teutonico composta da tre mediometraggi che, a causa della debolezza di uno di essi (il secondo) si guadagna una complessiva sufficienza stiracchiata e lascia un certo amaro in bocca in quanto la firma in regia del primo e l’efficacia del terzo avrebbero forse meritato una valutazione complessiva migliore.

Il titolo non deve ingannare, non ha nulla a che vedere con quell’Angst del 1983, ma qualcosa di buono il film riesce a svilupparlo e il modo migliore per scoprilo è quello di analizzare nel dettaglio i 3 episodi.


Final Girl

Una ragazza abita in un appartamento insieme ai suoi 2 porcellini d’India e si diverte a torturare un uomo (dovrebbe essere il padre) che probabilmente ha abusato di lei in passato.

Il regista è tale Jörg Buttgereit, ricordato per lavori molto interessanti quali Der Todeskin, Schramm e Necromantik, per cui uno si aspetta l’inizio col botto. E invece alla fine ci troviamo di fronte ad prodotto discreto ma niente di più.

Da segnalare un’ottima cura dei particolari e un uso sapiente dei primi piani che probabilmente lo fanno risultare il migliore per quanto riguarda il comparto tecnico. L’ambiente sporco accentuato da una casa tenuta veramente in pessime condizioni (e lavali due piatti ogni tanto!) fa da contorno ad una vicenda malata che riesce a regalare sì un’evirazione e una decapitazione, ma che resta sempre tra realtà ed immaginazione in maniera poco chiara e tutto sommato poco convincente.

Non indimenticabile, voto 6 di stima



Make a Wish

Una felice coppietta di sordomuti polacchi viene aggredita da una sgangherata banda di nazi, ma grazie ad uno strano amuleto riesce a ribaltare la situazione, anche se ciò non sembra portare a qualcosa di estremamente vantaggioso.

Episodio pessimo diretto da Michal Kosakowski (che fortunatamente non ha altro al suo attivo mi verrebbe da dire), con la faccenda dell’amuleto a dir poco grottesca e confusa che non capisci se alla fine ti dà un vantaggio oppure no e che trova la sua parte migliore nel vecchio racconto in cui almeno un paio di teste vengono fatte saltare in maniera soddisfacente. Ma per il resto non ci siamo, pure il tentativo di infilare in mezzo la faccenda dell’olocausto, per poi spazzarla via in due minuti non mi pare l’idea del secolo e quel finale buttato lì chiude malamente il tutto.

Deludente a dir poco, voto 4.5.



Alraune

Un uomo finisce in una specie di bordello dove, complice l’utilizzo di alcune sostanze allucinogene, vive esperienze a dir poco memorabili che però ben presto cominciano ad influire piuttosto negativamente sulla sua vita.

Episodio diretto da Andreas Marschall (regista di Masks e Tears of Kalì, che dovrei avere in qualche cartella e che mi vedrò abbreve), nettamente il migliore del lotto (anche se un filo confuso) nonché quello più lungo.

Spunti piuttosto interessanti vengono ben distribuiti, a partire dall'ottimo locale dove una musica in puro stile Rammstein cattura subito l’attenzione dello spettatore e del protagonista, che se la cava piuttosto bene, soprattutto nelle fasi in cui le allucinazioni, sapientemente mischiate al piacere sessuale, lo spingono all’interno di un tunnel da cui uscire appare complicato. E quando ci si prova, il sangue di certo non viene a mancare (vedi per esempio la scena della dipartita della povera Kira), così come non manca di efficacia l’ottimo finale.

Come dicevo sopra, in fin dei conti è un po’ confuso, ma è talmente allucinato che alla fine risulta bello, voto 7.5.



A questo punto, basta fare la media ed il risultato è un 6 di stima.

Buona visione,




Trailer



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