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L'Inverno di Giona


Autore: Filippo Tapparelli

Alvise comanda, punisce, convinto che solo attraverso la sofferenza si possa imparare la pazienza, il controllo, l'ordine e il rispetto. 

Un uomo, un nonno, che plasma secondo i propri desideri, strappando ricordi, mettendoli a tacere, rendendoli muti, sordi, inaccessibili e che inietta terrore nel sangue, portando a tremare. Si deve essere cauti con lui, non rispondere, non pensare, muoversi come piume altrimenti si rischia di sentire le ossa incrinarsi. 

Giona lo sa. Conosce bene questo terrore, è la sua seconda pelle e, con lo sguardo verso terra, tiene stretto il solo bene che gli resta: un maglione rosso, rammendato troppe volte perché possa ancora proteggere dal freddo. In quella casa tutto è un rito da rispettare, senza sbagliare altrimenti, con Alvise, si rischiano notti al gelo e senza cibo.

Sarà il maglione ad alzare un velo su quell'eterna notte, portando Giona dove la piccola Norina compare e compare come un fantasma, dove si vede senza occhi e si inizia a ricordare attraverso il sapore di una fotografia, le unghie nella terra, la pioggia sulla pelle, i piedi segnati da radici che sussurrano come gelidi venti. 

Un maglione che decreta la fine di una sottomissione, la ribellione e l'inizio di una scoperta attraverso ombre che colano come sudore, giorni e notti che non si distinguono, dove tutto appare inafferrabile.

Una lettura sensoriale, che si può comprendere solo se si accantona momentaneamente la logica, una sequenza regolare degli eventi e ci si lascia accompagnare solo dai sensi, dai brividi, dalle attese, dalle frasi sibilline.

Un libro che vi estrapola l'anima per farla fluttuare dinnanzi agli occhi per mostrarvi la strada, per ascoltare parole sussurrate o troppo a lungo taciute.

Non lasciatevi scoraggiare dalla prima parte del libro, apparentemente sfuggente che fa girare la testa, afferrare la nebbia, e girare in tondo. Lasciatevi trasportare da questo buio, dai suoni, dal vento, dai respiri. Sono rappresentazioni di una mente complessa che ha sempre vissuto nel nulla e che cerca solo disperatamente la verità.

In un puzzle di sensi che una volta composto lascerà senza parole, disarmati, sconcertati.

Stupefacente.

Buona lettura,




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