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Il Diritto di Opporsi


Regia: Bryan Stevenson

1983. Era solo uno studente ventitreenne alla facoltà di Legge di Harvard, ansioso, privo di esperienza, insicuro sul proprio futuro e impreparato ad incontrare un condannato.

Percorrere il braccio della morte e parlare con quell'uomo afroamericano accusato dell'omicidio di una donna bianca, cambierà improvvisamente la sua visione del potenziale umano, distruggendo ogni timore, portandolo a proteggere coloro che nemmeno riescono ad avere un avvocato, condannati senza un esame accurato dei documenti, senza la certezza assoluta della loro colpevolezza.

Bryan Stevenson, in una realtà in cui non esiste età minima per perseguire i minori, dove bambini vengono condannati all'ergastolo, in cui sono stati commessi errori micidiali e salvati, solo per un colpo di fortuna, innocenti dalla sedia elettrica, inizierà a difendere gli emarginati, i dimenticati e in particolare si dedicherà al caso Walter McMillian che lo porterà in corridoi sommersi da ingiustizie, cospirazioni e inganni.

Un libro che lascia sgomenti, che fa emergere vite in cui la punizione ha il sopravvento sulla giustizia. 

Uno degli avvocati più influenti al mondo che ricorda con forza il grande Atticus Finch (Il Buio Oltre La Siepe) che lotta per la salvezza, la verità e l'uguaglianza.

Libro di una potenza inaudita.

Buona lettura,



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