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Unfriended: Dark Web


Regia: Stephen Susco

Ebbene sì, mi è piaciuto parecchio, sicuramente più di quanto immaginassi, visto il mio non eccelso gradimento verso il primo Unfriended e visti i molti commenti negativi in cui mi ero imbattuto (ma lo ripeto sempre, non fidatevi mai di quello che leggete perché la gente è strana e spesso capita di trovarsi di fronte a stroncature di capolavori come per esempio..che ne so Sharknado per dirne uno a caso).

Certo, non stiamo parlando del capolavoro del secolo, perché alcune mancanze non si possono non ravvisare, ma l’intrattenimento è garantito e alla fine trovo complicato pentirsi in toto della visione.

Probabilmente sarò di parte, ma tutti i film appartenenti al filone social-informatico mi hanno sempre intrigato, sia quelli poi rivelatisi non all’altezza delle aspettative (vedi per esempio i vari Bedevil o Like Share Follow), sia quelli maggiormente apprezzati (come per esempio Friend Request o l’ottimo The Den) anche se, dopo averne visti molti, l’idea di osservare i protagonisti attraverso lo schermo dei loro PC, telefoni o CAM non appare più quella botta di originalità che all’inizio invece poteva essere la carta vincente.


L’inizio è molto simpatico, con la caccia alla password che include tentativi tipo cazzogrosso69 e con la presenza di alcune reti internet dai nomi bizzarri come VERRO’ A BUSSARTI A CASA, Il Silenzio Degli Innocenti e IL TUO CANE FA CASINO STRONZO!

Lo sviluppo della vicenda, con il coinvolgimento del dark web e tutto ciò che ne consegue, non è malvagio e intriga sufficientemente lo spettatore, grazie anche ad un utilizzo non eccessivamente esagerato e veloce del PC da parte dei protagonisti. Ricordo infatti in altri film similari come fosse difficile star dietro alle milioni di azioni compiute dagli smanettoni in pochissimo tempo, per tentare di sfuggire al loro tragico destino.


Alcune scene risultano particolarmente efficaci, come quella a casa della fidanzata sordomuta, con tanto di parziale oscuramento della visuale e quella dell’arrivo della polizia a casa di uno dei ragazzi (scena sul quale non mi soffermo troppo, seppur validissima, per non rischiare lo spoiler). A dare manforte alla bontà di alcune sequenze troviamo poi una prova recitativa globale di livello buono, con menzione d’onore per Colin Woodell nei panni di Matias, particolarmente a suo agio nel trasmettere allo spettatore l’inquietudine patita per la sorte decisa per lui e soprattutto per la sua fidanzata Amaya.


Certo, l’idea del “gioco” non appare poi così eccessivamente originale e la storia, molto interessante e particolarmente credibile all’inizio, prende poi una piega a mio avviso troppo esagerata. Pur non essendo un esperto di hackeraggi e robba simile, ritengo infatti che rendere verosimile una situazione del genere non sia esattamente possibile, ma d’altronde siamo in un film e qualche tracimazione dal famoso vaso la possiamo pure concedere. 

Alcune morti poi sono dannatamente apprezzabili (peccato siano troppo poche), ed in particolare ho apprezzato il fatto, per nulla scontato in queste occasioni, che ATTENZIONE SPOILER GIGANTE TAPPATEVI GLI OCCHI alla fine muoiono tutti FINE SPOILER TORNATE PURE A LEGGERE TRANQUILLI.

A tal proposito ho letto che vi sono almeno altri 3 finali alternativi, tutti mediamente interessanti, che vedrò di reperire quanto prima per poter dare un giudizio più approfondito. Quello capitato a me (il tradizionale direi) mi ha convinto, così come gli ottimi titoli di coda.

I super nerd informatici apprezzeranno sicuro.

Giudizio complessivo: 7.5
Enjoy,



Trailer



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