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Lo Spirito Dell'Alveare (El Espíritu De La Colmena)


Regia: Victor Erice

Victor Erice è un regista particolare: nella sua carriera ha diretto più corti che lungometraggi, di quest'ultima categoria ne ha diretto solo due, il primo è considerato come un capolavoro del cinema e rappresenta una critica politica al franchismo seppur velata dato che il regime, seppur alla fine era pur sempre al potere; tale critica politica era unita anche a della critica sociale ed allo stesso tempo a temi che trattavano dell'infanzia e della crescita. 

Il film è ambientato negli anni '40, pochi anni dopo la fine della guerra civile, in un piccolo paesino vive una bambina di nome Ana con una gran fantasia, la quale assiste a scuola alla visione del film del Frankenstein del 1931 diretto da James Whale. L'aspetto del mostro colpisce particolarmente la bambina e la sorella decide di sfruttare ciò per farle credere che il mostro sarebbe una sorta di spirito presente nei boschi. Essa così si mette in testa di trovarlo. 

Il film contiene una critica sociale e politica, celata però dato che al tempo sebbene alla fine, vigeva sempre il regime di Francisco Franco. La famiglia di Ana è una sorta di specchio della Spagna: la famiglia è divisa anche se abita nella stessa casa, col padre ossessionato dallo studio delle api e dalla madre che invece sogna ancora un suo vecchio amore lontano; tutto ciò sta a rappresentare la spaccatura del paese in due dopo la guerra civile, l'ambientazione in alcune zone deserte come la fattoria abbandonata, rappresenta l'isolamento della Spagna da parte delle potenze internazionali, il titolo stesso farebbe riferimento al fatto che il padre di Ana, parlando delle api, provi un certo disgusto nel fatto che la loro fosse tutta un attività automatica e senza pensieri, un po' come il regime franchista. 


Il simbolo più particolare è l'idea del mostro; Ana cercando lo spirito arriva alla già citata fattoria, vicino a cui sorge un pozzo; Ana si convince così che il pozzo sia la dimora dello spirito e ci va spesso per tentare di scovarlo, senza successo. Un giorno però attraverso la ferrovia, in un vagone merci, arriva un ex soldato repubblicano che si rifugia lì e la bambina vedendolo crede di aver finalmente trovato lo spirito e così gli porta da mangiare; una notte però la polizia franchista arriva alla fattoria e trovandoci dentro l'uomo, gli sparano, così il giorno dopo la piccola Ana non lo trova e fugge. 

La simbologia "mostruosa" del film indica sia gli orrori della guerra civile e le sue conseguenze, uomini e mostri si confondono per la ragazzina, nello specifico rifacendosi alla storia di Frankenstein, al concetto di diversità (nella storia Frankenstein ha un aspetto mostruoso eppure ha sentimenti umani ma viene considerato una creatura malvagia solo per il suo aspetto). 

L'elemento politico è però allacciato con altri elementi che riguardano l'infanzia, non è solo un film di critica politico-sociale, infatti è stato definito come "l'affascinante ritratto della tormentata vita interiore di un bambino"; la ragazzina in questione è molto sognatrice e viene spesso presa di mira dalla sorella che la prende in giro facendole scherzi e raccontandogli storie come quella dello spirito; Ana rappresenta l'innocenza e la purezza in parte anche figlia dell'isolamento del luogo, questo spiega perché sia stata così colpita dal mostro di Frankenstein: per lei è il primo contatto con la diversità. L'aver fatto corrispondere il soldato repubblicano con Frankenstein rappresenta proprio questa convergenza tra differenti tipi di diversità, dato che il soldato è appunto qualcosa di estraneo al regime, oltretutto viene da fuori e attraverso la ferrovia che è l'unico contatto con il mondo esterno; in una scena in particolar modo vediamo Ana immaginare le rotaie e il treno che passa verso una destinazione totalmente sconosciuta per lei. Il soldato è quindi lo "spirito" che entra nell'alveare, ovvero la fantasia che va nel luogo in cui tutto è grigio, spento e monotono,in cui un regime ha soffocato ogni forma di estro e creatività e quindi ogni possibilità di distinguersi. 


C'è anche la diversità di Ana che dimostra di essere differente da tutti gli altri e forse in essa si riconosce, infatti alla fine dopo essere fuggita si ritrova di notte nella foresta e immagina il mostro che viene da lei e che diventino amici; da parte sua in alcune scene si nota anche una voglia di crescere, di diventare grande, in una scena per esempio è con altri ragazzi, gli altri, più grandi di lei che saltano una sorta di falò, lei non lo può fare poiché è troppo piccola e infatti la vediamo infastidita per questo, in un'altra scena la vediamo battere a macchina, in un'altra viene avvicinata da un gatto, lei tenta di strangolarlo, lui si divincola e la graffia facendole un graffio e le poche gocce di sangue della ferita le utilizza per passarsele sulla bocca come se fosse un rossetto. 

Una delle cose interessanti del film è nello stile, il film ha un tono onirico, da sogno, fatto apposta per eludere la censura franchista; varie scene sono prive di dialoghi, tipo quella dell'interazione tra Ana e il soldato; nel film c'è anche la riflessione fra l'essere e l'apparire, in una scena il padre trova un fungo e afferma che se non si è sicuri che sia buono è meglio non coglierlo, questo serve a confondere l'idea fra vero e falso per la bambina e può essere interpretato che non è semplice distinguere tra ciò che è buono e ciò che è cattivo, esattamente come gli uomini. 


È interessante notare come l'interprete di Ana non sapesse neanche lei fare tale distinzione, e similmente anche lei credeva che il mostro fosse reale e che quando vide per la prima volta l'attore col trucco e vestito da mostro era spaventata e le chiese perchè avesse ucciso la bambina, in riferimento al film proiettato, e lui non seppe che rispondere, inoltre i personaggi condividono i loro vero nomi coi personaggi poiché lei era confusa per il continuo cambio di nomi di quando giravano e di quando smettevano, così il nome dei personaggi venne modificato per avere il nome dei propri interpreti. Per questo motivo l'attrice di Ana si chiama Ana Torrent, l'attore del padre Fernando si chiama Fernando Fernán Gómez, l'attrice che interpreta la madre il cui nome è Teresa si chiama Teresa Gimpera e l'attrice che interpreta la sorella Isabel si chiama Isabel Tellería

Lo Spirito Dell'Alveare viene giustamente considerato un capolavoro del cinema spagnolo ed ha influenzato senza dubbio Guillermo del Toro per i suoi due film sulla guerra civile spagnola: La Spina Del Diavolo (El Espinazo Del Diablo) del 2001 e più direttamente Il Labirinto Del Fauno (El Laberinto Del Fauno) del 2006; oltre questi ha anche influenzato il poco conosciuto Riflessi Sulla Pelle (The Reflecting Skin) di Philip Ridley del 1990 con protagonista un bambino che vive in una comunitá rurale degli Stati Uniti degli anni '50 e la sua immaginazione lo porta a vedere mostri e creature fantastiche; in alcuni avvenimenti, il film similmente mostra i tormenti interiori del protagonista e critica l'ipocrisia di quella società mettendo in mostra i lati oscuri, con un tono anch'esso onirico.

In ogni caso Lo Spirito Dell'Alveare rappresenta un'ottima fusione di cinema sociale e politico, col dramma psicologico.

Buona visione,



Trailer



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