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Regia: Simon Verhoeven



“Tre-ma-te cheeeee…Le streghe son tornate”
Questo è il ritornello che qualche anno fa intonavano le Bambole di pezza e ben si addice alla descrizione di questo film, fresco di uscita.

Diciamo pure che il tema che viene trattato, e che in apparenza sembra essere l’unico vero del film, sa un po’ di già visto, con la dipendenza da internet ed in particolare dai social a farla da padrone. Ricorda tra gli altri in particolar modo Unfriended, con la differenza che là il colpevole era Skype mentre qui è Facebook, con l’ansia di avere più amici degli altri quale ossessione più o meno dichiarata.

Ed in questo senso i protagonisti non si fanno mancare nulla, tra condivisioni di foto/video e quant’altro sia possibile combinare sul sopra citato social. Bello in particolare il video del gattino mostrato all’inizio, io adoro ste cagate qui e ricordo tempo fa che ne girava uno simile di un serpente lunghissimo che alla fine faceva fare salti di 6 metri a chi lo vedeva e faceva ghignare il sottoscritto mentre lo mostrava agli incauti spettatori.



Il profilo di Ma Rina risulta molto intrigante (tra l’altro esiste davvero e gli ho già messo un bel “mi piace” senza tragiche conseguenze per ora) e contribuisce ad accrescere l’interesse per la vicenda e per questa ragazza, apparentemente timida e solitaria, ma che con il passare del tempo riesce a diventare sempre più inquietante. Con la scena dello specchio poi, comincia a manifestarsi l’idea che sotto sotto c’è qualcos’altro dietro di lei, gettando così le basi per lo sviluppo stregoneristico che prenderà poi il film nella seconda parte.

Ed è proprio qui che la storia va un po’ troppo per le lunghe, diventando contorta e un pizzico grottesca in alcuni punti e facendo lievemente stancare. Peccato perché se no ci sarebbe scappato il filmone.

Ci sono infatti alcuni momenti dove il regista è riuscito a ricreare una buona tensione, approfittando di alcuni guizzi efficaci anche se forse un po’ troppo telefonati (in alcuni punti sembrava proprio dirti “ehi stati attento che adesso ti faccio saltare sul divano, preparati!”); nel complesso però ho gradito abbastanza, dato che ultimamente ho assistito a film horror dove veramente c’era una calma piatta che non giustificava minimamente l’appartenenza al genere.

Laura, la ragazza protagonista, non se la cava malissimo, anche se non penso verrà mai candidata all’Oscar, mentre il finale lo ho apprezzato molto. 


Giudizio complessivo: 7

Buona visione e alla prossima,

Luca Rait




Trailer



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