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IT - Capitolo Due


Regia: Andy Muschietti


RECENSIONE

Secondo film visto al cinema dopo la mia lunga pausa di circa 15 anni (quello del gran ritorno era stato Midsommar) e secondo film goduto con sala praticamente vuota, fattore che molto probabilmente ha influito sulla valutazione dell’attesissimo IT – Capitolo Due. Quando si dice l’arte di saper aspettare…e di saper scegliere.

L’attesa, come dicevo poc’anzi era altissima e si protraeva sin da quando, alla fine del IT 2017, era apparsa quella dannata scritta “fine del primo capitolo”, che aveva gettato nello sconforto i milioni di spettatori che si erano riversati nei cinema per godersi, dopo più di 25 anni, il ritorno sullo schermo del clown più inquietante della storia dell’horror moderno (ma attenzione ad Art the Clown di Terrifier, che se mi sente e si incazza non vorrei mai che mi segasse in due come sua consuetudine). 

Le prime domande che ci si pongono sono quindi “Sarà stato all’altezza del primo capitolo?”, “Sarà valsa la pena di attendere con ansia l’uscita del capitolo 2?”


E senza indugi posso dire che la risposta è sì ad entrambe, sempre tenendo conto che il primo capitolo mi aveva entusiasmato il giusto (buon film, ma non capolavoro) e che, cosa direi piuttosto interessante, il lavoro di Stephen King è uno dei pochi del Maestro che non ho avuto il piacere di leggere. Voglio sottolineare particolarmente questo fatto perché, da quanto mi è parso di capire, coloro che sono stati maggiormente delusi ed infastiditi da questo film sono stati proprio coloro che hanno letto e (chiaramente) apprezzato il libro. Ma le cose stanno così, per cui io parlerò esclusivamente del film, senza alcun tipo di condizionamento e riferimento allo scritto Kinghiano.

In realtà mi aspettavo qualcosa di leggermente diverso, forse perché si pensava che alcune lacune viste nel primo sarebbero state colmate in questo lavoro e invece ci ritroviamo di fronte ad un qualcosa che spaventa ancora di meno, privilegiando uno spirito cazzarone che personalmente ho gradito (essendo cazzarone di natura); anzi ritengo che sia stata un’idea quasi vincente poiché, non avendo l’intenzione di proporre un film che ti fa cacare sotto o che vede una quantità di splatter da fare invidia a Noboru Iguchi, almeno il virare su un andamento quasi da commedia può risultare certamente interessante, poiché un approccio più serioso avrebbe di certo stonato. 


Certo è che, sull’idea di non spingere sul tasto “horror”, si può discutere fino all’anno prossimo e, proprio a questo aspetto, mi riferivo quando citavo la probabile delusione degli appassionati del romanzo. Oh che poi qualche siparietto molto valido lo si trova eh anche se, nonostante una vasta carrellata di bubusettete piazzati però proprio lì dove te li aspetti, non si riscontrano momenti di reale terrore.


Detto ciò va tuttavia ravvisato l’ottimo comparto tecnico messo in piedi da Andy Muschietti e da tutti coloro che ci hanno lavorato. Il film è fatto oggettivamente bene, gli effetti sono piacevoli (forse in alcuni casi si eccede lievemente con la CG) e non troviamo particolari problematiche legate alla sceneggiatura.

L’evoluzione dei personaggi è poi una delle robe che mi ha colpito di più; a parte il paffuto Ben, totalmente e volutamente stravolto, gli altri sembrano proprio loro da grandi, c’è una somiglianza davvero incredibile se li si guarda bene e oltretutto quando scegli dei cavalli vincenti come James McAvoy (sempre al top, anche quando non si trasforma nella Bestia), Jessica Chastain, Bill Hader (perfetto per il lato comico) e il sorprendente (e forse MVP) James Ransone, il successo è assicurato (senza scordarsi del simpatico cameo proprio di Stephen King, che tra le altre cose si concede pure il lusso di dare un parere sul finale dei libri scritti da uno dei protagonisti).


Ah e poi c’è Pennywise, la cui evoluzione la avevo già apprezzata nel primo capitolo, e che qui compie il definitivo salto di qualità, a testimonianza che Bill Skarsgård è veramente un figo e sembra essere tagliato per questo ruolo.

Molti aspetti positivi quindi, che vanno poi a cozzare con un’altra problematica del film, la durata. Effettivamente, nonostante le quasi 3 ore, non ci si annoia perché la vicende scorre via bene, però cazz forse qualche taglio era preferibile apportarlo. E poi quella battaglia finale lì non so quanto mi abbia entusiasmato, sia per l’esito, che per come ci si è arrivati. Personalmente infatti nei film horror gradisco epiloghi diversi, ma qui c’è pure il libro di mezzo ed evidentemente troppi stravolgimenti non erano manco permessi. 

In conclusione, ritengo che IT – Capitolo Due sia un buon film, forse un pelo migliore del IT 2017, ma che resta lontano dal capolavoro che molti fan della storia (me compreso) si aspettavano.

Certo è che la chicca dopo i titoli di coda è veramente qualcosa di meraviglioso, perché se avete la pazienza di aspettare e di non fuggire subito a fine visione, potrete vedere che ATTENZIONE SUPER MEGA SPOILER non succede un cazzo di niente…scherzone! FINE SPOILER.

Giudizio complessivo: 7.5
Enjoy, 





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