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L'Ipnotista


Autore: Lars Kepler

Primo libro che leggo di Lars Kepler e pensare che per tutta la durata della lettura mi chiedevo e mi immaginavo chi fosse questo Kepler, se avesse nozioni in materia di psichiatria e quale fosse la sua carriera letteraria. E per qualche ragione che non so spiegare non sono mai andato a cercare informazioni a riguardo, se non a lettura completata.

E qui scopro con mia grande sorpresa che in realtà Lars Kepler è lo pseudonimo con cui la coppia di coniugi formata dagli svedesi Alexander Ahndoril e Alexandra Coelho Ahndoril si è firmata per questa prima collaborazione a 4 mani, che vedrà poi svariati seguiti della serie dedicata all’Ispettore Joona Linna. Certo per chi già lo sapeva queste tre righe saranno inutili, ma per me è stata una gradita sorpresa anche perché, dopo Sleeping Beauties, mi sono intrigato parecchio con le scritture a 4 mani e coi meccanismi che vi stanno dietro.

Il libro entra immediatamente nel vivo, con dettagli piuttosto sanguinolenti che includono perfino bambine segate in due, roba che Terrifier e Art The Clown spostatevi proprio e la storia si mostra intrigante sin da subito, obbligando il lettore a proseguire piuttosto spedito. Tra l’altro le descrizioni dei crimini sono spesso molto ben ricche di dettagli e per l’occasione, non di rado, viene utilizzato un linguaggio crudo e diretto, senza troppi peli sulla lingua.

Il concetto dell’ipnosi poi mi ha sempre intrigato per cui, essendo questo il tema centrale del romanzo, non c’è bisogno di spiegare come mi sia risultato semplice farmi coinvolgere. In alcuni momenti poi, il ragazzo protagonista delle prime vicende mi ha ricordato per non so bene quale motivo quel Brady Hartsfield letto nella saga del Mr. Mercedes Kinghiano, per il suo modo di operare diabolico e a tratti apparentemente mosso da qualcosa di poco umano.

Le storie si intrecciano bene una con l’altra, sia per quanto riguarda ciò che accade nel presente, sia quando il nostro caro ipnotista rivive i fatti accaduti 10 anni prima durante le sedute coi suoi pazienti, dove conosciamo altri personaggi piuttosto intriganti, come Eva Blau e mi fermo qui per non spoilerare troppo.

L’unica nota che mi ha dato leggermente noia è l’eccessiva (a mio avviso) lunghezza dei capitoli, io li preferisco più brevi, per poterli leggere anche quando si ha poco tempo. Ma una parte finale adrenalinica a dir poco, compensa anche qualche pagina di troppo e mantiene la valutazione sempre molto alta.

Per chi fosse interessato poi, ricordo che qualche anno dopo è stato fatto pure un film, che però ancora non ho visto e che, da quel che leggo in giro, probabilmente non vale la pena di guardare.

Giudizio complessivo: 7.8
Enjoy,




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