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Sleeping Beauties


Autore: Stephen King, Owen King

Se un King già ha regalato perle che voi umani non potete manco immaginare, figuriamoci cosa potrebbero regalare due King messi assieme. Certo, con le dovute proporzioni, e se il DNA non mente, il futuro di Owen King non appare esattamente complicato.

Già perché questo Sleeping Beauties è il primo romanzo scritto a 4 mani da padre e figlio che si alternano brillantemente, collaborando affinchè il romanzo sembri scritto da una persona sola. E in questo senso sarebbe interessante sapere come se la siano giocata, chi ha dato l’idea, chi si è concentrato sui personaggi, chi sulla storia o le descrizioni.

Il titolo richiama quello Sleeping Beauty (La Bella Addormentata per i più disattenti) Disneyano, da cui i 2 prendono (forse) spunto per raccontarci questa storia, dove ad un certo punto, per qualche motivo non ben definito, le donne che cadono vittima del sonno non si svegliano più ed anzi iniziano a ricoprirsi di strani bozzoli filamentosi che, se tolti, le fanno incazzare più di quando preferisci vedere la partita il giorno dell’anniversario di matrimonio o di quando fai loro notare che forse il 450 paio di scarpe potrebbe essere un tantinello superfluo. E qui iniziano ad intrecciarsi le vicende di una miriade di personaggi, che gli autori hanno ben pensato di presentare nelle prime pagine, che durante la lettura spesso sono risultate veramente utili, quando ti si presentavano in rapida sequenza nomi su nomi come se non ci fosse un domani.

Anche se qui non c’è traccia di quei piccoli mini spoiler che han reso celebre Stephen (chissà magari a Owen non piacciono), ogni tanto fanno capolino alcuni passaggi splatter che invece riconosceresti uscire dalla sua penna ad occhi chiusi, come la scena del parto nell’altro mondo (momento veramente carico di tensione) o durante l’attacco finale dove i "brandelli di pelle che sventolavano nell'aria come stelle filanti", non sono alto che la prassi.

La svolta pseudo fantasy non dispiace e credo questa sia più opera di Owen; certo è che la fantasia galoppa selvaggia, tanto che a volte ti chiedi come cazz ti possano venire in mente certe robe.

Le descrizioni sono sempre incredibilmente accurate, a partire dalle fasi della battaglia vista e raccontata da tutti i punti di vista dei contendenti, per poi trovare la maggiore vena nell’immagine dell’albero maestoso, con la tigre bianca, il serpente rosso e tutto il regno animale; non serve manco chiudere gli occhi, perché sei lì, punto.

Interessante poi vedere come si ponga l’attenzione sulle reazioni incontrollate delle persone quando vengono a trovarsi in situazioni avverse ed in particolare la vera ed unica morale di tutto il libro e cioè che BASTANO 4 GIORNI SENZA FIGA PER FARE LETTERALMENTE IMPAZZIRE TUTTI GLI UOMINI.

Detto questo, fans del Maestro, non perdetevi quest’altro incredibile romanzo, che per un po’ non vi scorderete!

Giudizio complessivo: 8
Buona lettura,





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