Flatlandia: Racconto Fantastico A Più Dimensioni


Regia: Edwin A. Abbott

Trama: Flatlandia è un mondo a due dimensioni, in cui gli abitanti sono figure geometriche piatte con una lunghezza o larghezza, e niente altro.

Le Donne sono Linee Rette, i Soldati e gli Operai sono Triangoli Isosceli, la Borghesia è composta da Triangoli Equilateri, i Gentiluomini sono Quadrati ecc ecc, fino ad arrivare ai Sacerdoti, la classe più alta, composta da Cerchi. 

Secondo una legge naturale i figli maschi quando nascono posseggono un lato in più del loro padre, cosicchè ognuno possa passare al gradino più alto della scala gerarchica. Ma questa scalata sociale vale solamente per gli abitanti di Flatlandia che posseggono lati uguali; non c'è possibilità di avanzamento per Soldati e Operai

Il nostro narratore è un Gentiluomo, un Quadrato, che nella prima parte del libro ci racconta il suo mondo piatto, mentre nella seconda parte, dopo il suo incontro con una Sfera, proveniente da Spaceland (il mondo a tre dimensioni) comincerà ad ipotizzare e immaginare la presenza di altri molti con una possibilità di dimensioni infinita. 

Inquadrare Flatlandia in un solo genere letterario sarebbe uno sfregio, è un romanzo di fantascienza, un romanzo fantastico, per alcuni uno dei primi romanzi dispotici. Quello che sicuramente è Flatlandia è una critica alla società vittoriana da parte del suo autore. Una società in cui bastava la classe sociale di nascita per essere migliori degli altri, per avere più intelligenza o l'istruzione migliore. Una società dove, con l'illusione di una possibile ribalta sociale, si tenevano sotto controllo le classi inferiori. 

Non è un romanzo di semplice lettura, anzi alcune parti sicuramente le rileggerete molte volte; la matematica e la geometria non sono simpatiche proprio a tutti! La presenza però dei disegni dell'autore rende tutto più semplice e chiaro. 

Flatlandia è un libro assolutamente da leggere perchè unico nel suo genere, non esiste niente di simile a lui.

Buona lettura,




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