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L'Odio


Regia: Mathieu Kassovitz

RECENSIONE

E’ la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta ma l’atterraggio.

Con queste parole si chiude L’Odio di Mathieu Kassovitz, uno degli esordi più fulminanti di sempre ad un festival, precisamente quello di Cannes dove il regista francese vinse il premio per la miglior regia.

La Haine è un film rischioso, coraggioso, spiazzante, terribilmente diretto, ma è anche tristemente attuale, quasi profetico se si pensa che è uscito nelle sale nel 1995. L’Odio è un'opera sulla rabbia giovane che fa di Vincent Cassel il suo interprete principale, il suo personaggio Vinz è contro tutto e tutti, recita il monologo di Taxi Driver davanti allo specchio con una pistola di uno sbirro, che sarà usata solo se il suo amico Abdel, pestato dai carabinieri, morirà. Cassel vuole rispetto, e questo passa proprio attraverso la Smith e Wesson 44, una situazione esplosiva come lo è la periferia parigina. 


Kassovitz gira come un cineasta esperto, i movimenti di macchina sono studiati a fondo, ogni inquadratura è perfetta, quando i tre protagonisti percorrono le strade della città sembra di assistere ad un documentario talmente vive sono le atmosfere. L’Odio è fotografato in bianco e nero, che dopo 24 anni, non ha assolutamente perso la potenza visiva, che fa uscire tutta la violenza degli oggetti, delle persone, della strada. 

La Haine è un’opera anche contro la polizia, come dichiarato dallo stesso regista, che spesso abusa del proprio potere quasi senza ripercussioni. Questa scelta infatti portò molti detrattori al film, ma anche estimatori all’interno dello stesso corpo armato preso in questione che proiettò L’Odio all'interno delle proprio scuole per far capire come non bisogna comportarsi, in Italia per trattare certi temi ci abbiamo messo 20 anni.


Le musiche all’interno del film sono quasi tutte di matrice Rap, il miglior genere che poteva descrivere un’opera con questo messaggio sociale, dentro il disco contenente la colonna sonora del l'odio c’erano Mc Solaar, Assassin, Iam-Nuttea ma tutti noi ricordiamo il bellissimo mix di Edith Piaf con Krs One e NTM, Sound of da Police e Nique la police combinate assieme: stupendo.

L’Odio, un viaggio di 95 minuti all'interno di una parabola discendente, di una società rilegata alla periferia ma con la voglia di far sentire la propria voce una collettività che è passata dal mito di una vita migliore “il mondo è vostro” all’incubo della disintegrazione, un film profetico e tristemente attuale, girato con l’esperienza dei maestri del cinema ma con la rabbia visiva che solo un giovane poteva trasmettere, un Vincent Cassel mai così bravo, con una presenza scenica dominante per un’opera che non ha perso di un giorno il proprio valore artistico e sociale.

Buona visione,



Trailer



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