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Mediterraneo


Regia: Gabriele Salvatores

Ti mancano le basi! Bi A Esse I.

Così Valentina mi fa recapitare per posta prioritaria quello che secondo lei, secondo i suoi, secondo i miei, secondo tutti, dovrebbe essere, ed è, un pezzo immancabile sulla mia (nostra) scansia da collezione.

E’ da poco calata la sera che decidiamo così di partire con la visione di Mediterraneo, capitolo conclusivo della “trilogia della fuga” di Gabriele Salvatores, composta da Marrakech Express del 1989 e Turné del 1990.

A precederlo c’è il suo nome, la sua notorietà, il suo successo: la pellicola ha dapprima ottenuto il più alto riconoscimento degli Oscar italiani, il David di Donatello, nel 1991 come miglior film in concorso (oltre a montaggio e sonoro), poi, per giustezza, si è messo l’abito da sera, quello che ti metti una volta e non lo rimetti più, per presentarsi sull’hollywoodiano red carpet degli Academy Awards del 1992 e ritirare la meritata statuetta per il miglior film straniero.

Prego, premi play e impara.


La pellicola eccelle nel saper trasmettere con disarmante semplicità tutta la sua bellezza ed amore, senza ricorrere necessariamente a chissà quale trucco, costume ed effetto speciale. Sa raccontare con leggerezza e fluidità il messaggio che Salvatores va da 4 anni portando avanti, in difesa di coloro che fuggono, in cerca della vita che valga la pena di essere vissuta, senza mai arrendersi, oltre ogni barriera, oltre ogni confine.


Sa trasportarti in un’epoca gravata dal terrore di una guerra, dopo averne superata da poco una prima devastante, ma con lo spirito di una avventura di altri tempi, fra le singolarità dei suoi interpreti, ognuno alla ricerca della propria realizzazione, ritrovati, possiamo dirlo, totalmente a caso (tranne uno) in mezzo ad un conflitto mondiale per volere di pochi -quello pelato impettito, cita il Sergente Maggiore Lorusso/Abatantuono- e che ha deciso di schierarsi dalla parte sbagliata dello scacchiere, per il bene di un’Italia che cambierà in meglio.

Non cambierà. Non migliorerà.

Non ci hanno lasciato cambiare niente… e allora gli ho detto… avete fatto come volevate ma almeno non riuscirete a considerarmi vostro complice… così gli ho detto, e son tornato qui.

Mea culpa, di film ne ho visti tanti e tanti altri mi auguro di poterne ammirare, ad oggi ho compiuto un piccolo passo verso il Grande Cinema Italiano, trasportato da un vero capolavoro quale Mediterraneo può vantarsi di essere. 

Giudizio complessivo: 9
Buona visione,


Trailer


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