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A Brighter Summer Day


Regia: Edward Yang

Uno dei film taiwanesi meglio considerati e valutati al mondo. Si può sintatticamente annunciare che A Brighter Summer Day appartenga al movimento chiamato "Nouvelle Vague Taiwanese", come altri film del regista.

Il film è incredibilmente complesso, e devo sottolineare che non ci sono sottotitoli in italiano, solo in inglese. Il film dura complessivamente 4h, ed oltre alla incredibile durata, c'è da dire che è strutturato in maniera da avere una visione completamente esterna alle vicende, come se gli spettatori fossero lì solo per guardare e mai per giudicare: tale effetto è dato dalle telecamere lontane dai volti, da una musica sempre triste e, come l'atmosfera che aleggia per tutto il film, mai gioiosa.

Edward Yang sceglie di basare la sua storia sul terrore taiwanese degli anni 60, fra le lotte interne all'isola, quando Giappone e Cina se ne contendevano il dominio. Come per l'altro grandissimo lavoro del regista, Yi Yi, anche qui c'è la famiglia al centro delle scene e delle azioni. 


Una famiglia in balia degli eventi politici, che è costretta ad adattarsi giorno per giorno alle terribili giornate che sconvolsero lo Stato.

Il protagonista principale (anche se si potrebbe identificare come protagonista della loro storia ogni personaggio dell'opera) è un ragazzo giovane, non ancora maggiorenne, che per la prima volta desidera approcciarsi all'altro sesso, ma anche all'intero mondo che lo circonda.

Questo ragazzo si innamora della ragazza sbagliata, la ragazza di un capobanda di cui lo stesso nostro protagonista prende parte.

E da qui le cose vanno in un climax di suspense, aggiungendo al film la parte crime.

Il padre del ragazzo vive vicende non migliori, un uomo politico in quelle condizioni sociali deve essere stato davvero sofferente. Al minimo sgarro ecco che si rischia, non solo la detenzione, ma addirittura la condanna a morte. La madre vive impotente le vicende, sempre incerta su cosa succederà, su chi tornerà a casa.


Il fratello maggiore cerca di venire fuori dalla situazione, ma tocca sottostare all'egida familiare. C'è anche la sorella, che cerca di salvare la situazione familiare, mentre è forse il personaggio piú chiuso e sofferente.

Con l'avanzare del film, oltre a velocizzarsi sempre piú, si otterrà anche un effetto sempre piú disorientante: non si sa' piú cosa aspettarsi ogni giorno che passa, non si può piú intuire le scene, ma neanche immaginarle. Si è completamente sconvolti, ed in tutto questo, ricordo che Yang non permette mai un vero avvicinamento tra spettatori e personaggi.

Yang dipinge, in 4h di tempo, un affresco del suo paese, senza mai condannarlo o condannarne i nemici: vive dall'esterno la sofferenza familiare che si ha in tempi di crisi.

Il film è un vero kolossal taiwanese, una delle opere piú colossali del paese. Scelto per rappresentare l'Isola agli Oscar, fu invece scartato. Portando un incredibile capolavoro al dimenticatoio, reintegrato nel panorama mondiale solo di recente.

Edward Yang si conferma come uno dei massimi esponenti dell'arte cinematografica in lingua cinese.

Buona visione,



Trailer



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