La Maschera Del Demonio


Regia: Mario Bava

You, too, can feel the joy and happiness of hating.

Fresco fresco di recupero recente, dopo tanto tempo, si ritorna (e torno) a parlare dell’horror italiano classico, proveniente direttamente dalla “golden age” del genere, con la prima opera di uno dei maestri più apprezzati di sempre: il grandissimo Mario Bava (Reazione a Catena, Cani Arrabbiati).

Il film in questione è uscito con diversi titoli, da “The Mask of Satan” a “Black Sunday”, ma è più che altro conosciuto con il nome de “La Maschera del Demonio”, e come molti dei film di Bava, non solo un regista ma anche un vero e proprio pioniere, segnerà un importantissima tappa nel cinema italiano e mondiale.

Se Reazione a Catena è stato il primo slasher di sempre, “Black Sunday” (uso il titolo inglese perché è più veloce da scrivere, perdonatemi) ha contribuito alla vera e propria nascita dell’horror gotico nella penisola.

Non è un caso che lo stesso film, sia tra le opere preferite di Tim Burton, che ne ha preso enorme ispirazione per lo stupendo “Sleepy Hollow” con Johnny Depp.

Black Sunday” inoltre, come prima opera di Bava, dà già qualche assaggio di alcune delle caratteristiche su cui il regista diventerà poi famosissimo in tutto il mondo, e non solo in Italia.

Vera e propria punta di diamante, sono naturalmente gli effetti speciali caserecci, in questo caso sempre realizzati dal regista, a risultare incredibili, nonostante piccolissimi deficit (la scena del pipistrello più che altro), per un horror low budget del genere, risalente ai primissimi anni 60. L’atmosfera che si respira, la regia di Bava e la tetrissima fotografia, aiutata da una scenografia bellissima, fanno il loro, in uno dei miglior debutti di sempre in ambito horror. Senza troppi dubbi.

Inquietante, dannata e affascinante anche Barbara Steele, che successivamente prenderà parte anche in un altro capolavoro italiano come “8 e Mezzo” di Fellini.

Quindi “La Maschera del Demonio” non merita altro che essere riscoperta, vissuta e goduta in tutta la sua bellezza. Come ogni altro film del mitico Bava, che insieme a Fulci e Argento, è un passaggio obbligato e fondamentale per addentrarsi in quello che era il grande cinema horror italiano di un tempo.

Buona visione,




Trailer



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